Hemeless Mustard “Creep”

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Homeless Mustard “Creep”

Se a volte ci sentiamo strani e siamo incapaci di comprendere il mondo che ci circonda, allora ci serve un “grido” di liberazione, anche se agli occhi del mondo possiamo apparire stralunati e cretini. L’interpretazione di Daniel “Homeless” Mustard è perfetta perché lui è un musicista americano, ma anche un senzatetto.

Marco. 26 Ottobre 2022

Una replica a “Hemeless Mustard “Creep””

  1. Avatar Monica
    Monica

    Creep un brano che parla della parte di noi che non ci piace, quella oscura, buia, scomoda, brutta e cattiva, quella che non vorremmo mai ammettere di avere, quella di cui ci vergognamo e che solitamente non accettiamo e per questo la evitiamo, evitando anche di pensarci, di conoscerla, evitando qualsiasi contatto, non la vogliamo vedere e ne neghiamo perfino l’esistenza. Ma essa c’è, è lì, fa parte di noi, del nostro intimo, della nostra personalità, che lo vogliamo oppure no! E vorremmo essere migliori, apparire migliori, di quello che questo lato nascosto ci mostra di noi e lo sentiamo inadatto, inadeguato, sbagliato, un mostro che non ci appartiene e mina la nostra idea che abbiamo di noi e di come vogliamo apparire agli occhi del mondo.
    Un po’ come gli emarginati: i poveri, i senzatetto, i carcerati, gli zingari, i mendicanti, i malati, i vecchi, gli handicappati, i down, i “matti”, i deboli, gli stranieri, i rifugiati, i diversi, ecc…
    Per vivere bene, tranquilli, sereni, in un mondo perfetto, sempre al top, sempre sorridenti e vincenti, senza sensi di colpa, fingiamo che tutte queste persone non ci sono, che non esistano, che ci sono solo in TV o nei film, e abbassiamo gli occhi o ci giriamo dall’altra parte se li incrociamo per sbaglio…! Non abbiamo il coraggio di sorridergli, nè di salutarli, nè desideriamo farlo. Non abbiamo voglia di conoscerli, di avvicinarli e ne siamo infastiditi o impauriti.
    Solo se riusciamo a far pace col nostro “mostro” interiore, poi non abbiamo più paura del buio e non ci spaventano più gli altri e il loro giudizio, e riusciamo ad accettare e trasformare in luce l’oscurità, in bene il male, riusciamo a rettificare le cose sbagliate e con questa Luce vera, e non più apparente, riusciremo a portarne un raggio di luce anche agli altri, illuminando le loro vite.
    L’interpretazione di Daniel “Homeless” Mustard è perfetta perché lui, pur essendo un musicista americano, seguito sui social, è anche un senzatetto.

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