Data: 24 Ottobre 2020

Titolo: Samhain, Halloween, Capodanno celtico

Autore: Dorotea

Rubrica: Spiritualità

31 Ottobre / 1-2 Novembre: Halloween e Samhain, Ognissanti, Festa degli Antenati

Arriva il tempo di conoscere tutti i nostri fantasmi, tutte le nostre paure, il tempo di ricordare i nostri antenati. Le memorie portano magia… Questo è il periodo della totale assenza della luce. Si celebra l’oscurità. Solo capendola e comprendendola appieno si può capire il dono della luce; la vita! Con Samhain si celebra la profonda oscurità che ci porta a brillare immensamente, perchè tutto inizia dal totale buio! Celebriamo il passato, il presente e la discendenza, il potere di ciò che è vecchio, antico, come le ossa, che si posa sul nuovo dando forma e origine ai nuovi lignaggi. Nelle ossa, è conservato non solo il DNA, ma la memoria magica e spirituale che ognuno di noi possiede. Samhain è il nome gaeilco con cui veniva nominata la stagione dell’autunno e dell’inizio dell’inverno e in questo momento si celebra il potere del maschile che avvolge il femminile; la ghianda è custodita nel grembo, pronta a nascere ed esplorare il nuovo mondo. Diventa importante, anzi fondamentale, il ruolo del maschile che protegge, accoglie, alimenta la fiamma della luce.. poiché la dea in questo momento è nella sua totale fase di oscurità. Infatti i Celti ritenevano che tutto cominciasse dall’oscurità: il ventre della madre che genera la vita nell’oscurità e il seme che germina nell’oscurità della Terra. Tutto ciò che è materiale, passa attraverso il senso dell’anima e dello spirituale. Durante questa notte bisogna scindere ciò che la nostra mente ci porta a vedere da ciò che è realmente. Bisogna aprire la nostra luce, se necessario, altrimenti dopo aver liberato i nostri fantasmi s’inizia a danzare nell’oscurità, invece che nella Luce. Perchè Samhain è la totale oscurità che si rivela nella Luce.

A mano mano che Samhain si avvicina il velo tra i mondi diventa ogni notte più sottile. E’ quasi possibile sentirlo nell’aria che l’Altromondo si avvicina e la luce del sole si trasforma in tramonto. I nostri antenati vengono celebrati, gli spiriti dei defunti sono più vicini ai nostri cuori in questo momento, in cui persino la terra sta morendo e un umore malinconico e introspettivo scende su di noi. In questo tempo oscuro, nelle ombre crescenti, l’oscurità e la nebbia prevalgono, mentre gli alberi cedono le loro colorate foglie prendendo le sembianze di scheletri. E’ la fine di ogni possibile raccolto materiale e l’avvicinamento dell’inverno. La Ruota dell’Anno ha compiuto il suo giro e, da qui, tutto ricomincia daccapo; un nuovo inizio. E’ passaggio, soglia, conclusione e inizio. Samhain è il più sacro ed importante sabbat di tutta la Ruota dell’Anno, la celebrazione più magica di tutte, dove chiedere equivale ad ottenere. Questo sabbat combina più elementi: la fine del raccolto agricolo, il raccolto selvatico e quindi la preparazione del terreno per i rigori dell’inverno, la transizione della stagione autunnale in una temperatura invernale, l’introspezione e la commemorazione del giorno dei morti. Nei tempi antichi si accettava la morte come parte stessa della vita e non la si condannava, non la si trattava come qualcosa di scomodo, un tabù, anzi, la si onorava, credendo fermamente ad una vita dopo la morte. I morti erano la connessione con l’aldilà, il legame col passato, le radici, essi ci lasciano la porta socchiusa per l’aldilà, un collegamento per non farci sentire estranei all’idea di morire e varcare i confini del grande mistero. Questo è un non-momento di confine tra i mondi, dove il tempo sembra azzerarsi tra passato, presente e futuro. E’ il momento giusto per chiudere tutte le cose in sospeso e andare avanti, bruciando il rimanente, lasciando cadere paure, dubbi e abitudini dannose, conservando ciò che il passato ci ha insegnato, diventando più maturi e saggi.

La Terra entra nella sua ombra, e noi entriamo nel tempo del sogno. Ora sarà più semplice entrare in comunicazione con l’area misteriosa della coscienza, quella inconscia; ricordando gli spiriti dei nostri antenati, che fanno parte delle nostre energie profonde, forse verranno a farci visita. Un momento di raccoglimento e avvicinamento particolarmente magico, è il momento per comunicare e ascoltare gli altri, un tempo di morte, di pensiero degli antenati e cosa siamo grazie a loro. Come tempo solenne, dovrebbe tendere alla contemplazione del mistero della vita e della morte come insegnato dagli antichi. Infatti è il periodo dell’introspezione, per svuotare il falso della mente, dal cuore e dall’anima, è il momento per guarire la fonte delle nostre ferite più profonde e quelle che abbiamo inferto agli altri, prima di accumulare rimpianti e rancori, il momento in cui possiamo imparare a vedere chiaramente. Nel falò di Samhain si possono bruciare tutte le cose che impediscono la nostra felicità, gli strascichi ingombranti del passato. In questa notte si possono lasciare alle spalle tutte le cose che non ci piacciono, che non ci vanno bene. Il potente influsso di questo sabbat si protrae per circa una decina di giorni.

Nell’aria c’è il profumo dell’Autunno, l’inconfondibile odore di Ottobre: zucche, mele, cannella, melograni, nocciole, castagne, foglie secche e birra, vino e idromele. Le foglie stanno cadendo, le mele sono mature e il ghiaccio è sul terreno. Con l’inverno alle porte bisogna fare i conti con ciò che si è accumulato durante il lavoro nei mesi precedenti e, se non sarà sufficiente, ci sarà carestia, malattia e futuro vago ed incerto. Infatti, queste feste intermedie prettamente agricole, vennero istituite, presso i Celti, allo scopo di saper esattamente quando raccogliere e  seminare i frutti nei campi. Tutto questo veniva calcolato in base al movimento degli astri e per Samhain era la levata eliaca della costellazione delle Pleiadi a est, visibili al crepuscolo, oppure quella della gigante rossa Antares, la sedicesima stella più luminosa del firmamento (questa discrepanza è dovuta probabilmente dal periodo storico e dal luogo dove la popolazione celtica risiedeva, visto che si era sparsa in lungo e in largo). Ad ogni modo, questo è il momento che separa l’equinozio d’autunno dal solstizio d’inverno, dove il buio (la notte), comincia ad avere il predominio sulla luce (il giorno), per cui era considerato la fine di un ciclo e l’inizio di uno nuovo. E’ uno dei momenti energeticamente più forti e potenti. Le energie sono rivolte all’interno, a differenza del suo opposto Beltain (dal Fuoco Luminoso).

A proposito della misurazione del tempo che utilizzavano i Celti, secondo solstizi, equinozi e levata eliaca di alcune stelle o costellazioni,  e il nostro Calendario Gregoriano. Dagli studi effettuati dai coniugi Farrar, esperti massimi della wicca, tenendo conto che i festeggiamenti di Samhain si protraevano per più giorni, si è visto che quello che noi festeggiamo come la notte del 31 ottobre, per loro coincideva, in realtà, con l’11 novembre, il giorno di San Martino (per la chiesa cristiana) e per questo ritroviamo tante analogie tra le due ricorrenze: si riattivavano tutte le attività, come la scuola, tribunali e parlamenti, venivano effettuale le elezioni municipali e si pagavano le tasse, si aveva il rinnovo o meno dei contratti agrari e, per questo, era anche il momento migliore per traslocare, visto che se il contratto non veniva rinnovato, bisognava spostarsi altrove per cercarne uno nuovo. Il sacrificio rituale di animali col versamento del sangue sulla terra per fertilizzarla e nutrirla era svolto in questo periodo e, in Irlanda, a San Martino, infatti, era usanza spargere sangue di gallo negli angoli della casa come incantesimo protettivo; chiaro simbolismo di sacrificio rituale.

Questo periodo, in passato, quando ancora la vita era scandita dai cicli naturali, si doveva chiudere o concludere qualsiasi commercio non finito in estate, chiudere debiti, crediti e riscuotere gli interessi; si chiude un cerchio per aprirne uno nuovo in tutti i sensi e in tutti gli ambiti, ma era anche il momento in cui gli animali selvatici si preparavano per il letargo, il bestiame veniva radunato e portato al riparo per l’inverno, veniva in parte ucciso per avere la carne da consumare nei mesi freddi e rigidi. Era la morte simbolica del Dio grano, infatti tutti i cereali ancora nei campi, dopo Samhain, venivano considerati tabù e nessuno li poteva raccogliere, diventando semplicemente un’offerta per gli spiriti della natura. Infatti, prima che la nuova crescita possa iniziare, il suolo deve essere fecondato con i resti dei raccolti dell’anno precedente e con i rifiuti (se non ci fossero morte e decomposizione non ci sarebbe la Vita).

Samhain è la festa più conosciuta di quelle “stregonesche” e c’è un motivo per tutto ciò: ovviamente, per prima cosa, è un sabbat festoso e soprattutto è l’unico sabbat che le persone riconoscono come festa pagana e amano festeggiarlo ugualmente. In passato la Chiesa Cristiana decise, secondo la tradizione del tempo, che le persone avrebbero potuto tenere questa festa a cui erano così legati, ma che necessitava di un nuovo nome per non essere confusa con una commemorazione sacra cristiana. Questo, ovviamente, nei paesi anglosassoni. Inoltre decise che invece di essere una festa per celebrare tutti i morti, si doveva trasformare in una celebrazione dei santi defunti e quindi la festa si è trasformata nella più conosciuta Halloween (=Hallowed Evening, pomeriggio santo o All o’ Ween, cioè, Tutti i Santi).

I nostri antenati avevano l’abitudine di proteggersi questa notte, ritagliando visi nelle verdure e mettendoli vicino alle finestre, perchè questa è una festa dove l’aldilà entra in contatto col mondo reale, e questo diede vita alla cosiddetta zucca di Jack o’ Lantern. Queste facce intagliate di zucca (in Italia, invece era tradizione utilizzare le rape o le barbabietole) venivano poste accanto alle finestre per tenere lontani gli spiriti maligni di questa notte. Essendosi assottigliato il velo dei mondi, non erano solo gli antenati a tornare in terra, ma tutto il popolo del Sotterraneo. Questa tradizione iniziò per esorcizzare la paura della morte (che un tempo, in epoca antica, era accettata come parte della vita, come anello della catena naturale delle cose) con la paura stessa, per provare ad accettare ciò che non si poteva cambiare, allontanando questo timore.

La zucca, però, è vista anche come il ventre (cava e piena di semi, simbolo di fertilità e gravidanza) della Dea (Persefone, che a Mabon si è incamminata nelle viscere della Terra, per arrivare al regno del Dio degli inferi), il grande calderone della trasformazione, e ponendo un cero acceso al suo interno, illuminando la sua grotta e la notte, possiamo trasformare tutta la nostra vita. La zucca di Samhain porta la Luce: si scava simbolicamente il grembo della Dea Madre, ponendo poi all’interno una candela accesa, la luce che illuminerà la notte e la coscienza del mondo. La zucca non solo diventa un simbolo di luce ma anche di fertilità e gravidanza. Samhain è la rivelazione di quella Luce che nascerà a Yule. Samhain è la promessa che la “Luce attraverserà l’oscurità e le magiche forze nere e bianche s’incontreranno e da lì i semi germoglieranno.”E’ un momento di cambiamento, di magia che scava dentro e porta fuori la vera nostra essenza, senza bisogno di maschere… è dentro che si trova la magia!…
“…e una Strega lo sa, tessitrice di sogni e fiabe, tessitrice della nostra propria storia, della nostra vita, intessendo situazioni, legami intrecciando passato e presente… pronta a vivere appieno ogni cosa!”

Samhain è ovviamente la fine della metà dell’anno “estivo”: i celti dividevano l’anno in due parti, estate e inverno, ed è anche l’ultimo raccolto prima della neve, il quarto, per noi in Italia e il terzo al nord, in Gran Bretagna. Ultimo momento in cui si può fare provviste per l’inverno: si raccoglie la legna, si preparano conserve e marmellate, verdure sott’olio o sott’aceto, si raccolgono gli ultimi frutti dell’orto, si salano e si affumicano le carni.

E’ l’opposto di Beltain (in entrambe le ricorrenze, il velo tra i mondi è assottigliato -viventi, spiriti e fate- ed facile la comunicazione tra spiriti e viventi e viceversa,  così pure la divinazione): annuncia il ruolo dell’Oscurità e celebra la Crona, Ecate, per i Celti era Cailleach, la megera, la signora della morte o dell’inverno, la velata, l’anziana, la saggia, la veggente, la maga, la signora oscura della saggezza e della conoscenza, la signora che accoglie i morti nel suo castello, il dominio nero della morte, guardiana del confine tra la vita e la morte, tra il mondo dei vivi e l’aldilà. Anticamente questa festa durava 3 notti (4 giorni): dal 30 ottobre al 2 novembre. Ma pare che, a volte, durasse addirittura 7 giorni (tre prima e tre dopo il 31 ottobre). E’ considerato il primo giorno dell’anno “stregonesco”, una sorta di ultimo dell’anno. I Celti consideravano il tempo come circolare, piuttosto che lineare, questa notte è al tempo stesso la fine e l’inizio dell’anno. Per questo motivo, Samhain è una festa di divinazione e un momento per i defunti. Una notte di contraddizione dove la vita e la morte, opposte ma parti dello stesso ciclo, venivano celebrate assieme. È uno dei più antichi riti pagani, dove la morte dona la vita. I due aspetti sono complementari, l’uno fa parte dell’altro, si completano e, si sostengono in un perfetto equilibrio, senza sovrastarsi mai.
L’offerta, il cibo, il raccolto e la divinazione sono i punti cardine di questa festa.

L’aspetto più conosciuto di Samhain è la Festa dei Morti. E’ una notte per onorare gli antenati, per celebrare le loro vite e per rispettare le loro memorie. E’ un momento in cui le famiglie si riuniscono, si radunano intorno al fuoco e ascoltano i racconti sulla vita dei bisnonni e leggende sui re e i suoi cavalieri, brindando in loro onore. Si credeva che in questa notte, i defunti potessero tornare sulla terra a trovare i viventi, perchè il velo che separa il mondo dei morti e quello dei vivi in questa notte è più sottile che mai ed è facile entrare in contatto gli uni con gli altri e questo rende semplice anche la divinazione. Infatti è la notte per usare le rune, i tarocchi, la sfera di cristallo. E’ inoltre una notte per prendere decisioni. In tempi molto antichi, i falò venivano spenti, persino sull’altare; la vigilia della notte del nuovo anno era immersa nell’oscurità. Le case venivano sprangate e nessuno osava avventurarsi all’esterno per timore d’incontrare spiriti maligni. Soltanto i sacerdoti, i Druidi, si ritrovavano nei boschetti sacri o nei siti monolitici sparsi lungo i ley, le linee in cui scorreva l’energia della Terra, per celebrare solennemente l’inizio del Nuovo Anno. Al mattino, poi, riaccendevano il Fuoco Sacro, gettando nelle fiamme messaggi per i defunti e, successivamente, permettevano alle famiglie di riaccendere il focolare domestico, attingendo ad esso, dimodochè tutti i fuochi e focolai domestici fossero riattivati da un fuoco comune, il Sacro Fuoco Druidico, che rappresentava il potere della Luce che scaccia l’oscurità e il calore che rende possibile superare il rigido inverno. Infatti Samhain è una festa contemplativa, di distruzione e ricostruzione, associata al fuoco dal potere altamente trasformativo, come la morte. E’ una delle 4 feste del fuoco, una delle due principali, l’altra è Beltane (l’inizio dell’inverno e l’inizio dell’estate) e le altre due sono Imbolc e Lughnasadh; sono feste stagionali e segnano il cambiamento delle stagioni. le prime due sono considerate maschili, mentre le seconde femminili.

Nel passato, era uso comune preparare la tavola anche per coloro che erano morti da poco e lasciare del cibo per le loro anime erranti. Le luci sarebbero dovute essere messe alle finestre e lungo le strade per guidare gli spiriti della notte.

Anche nell’oscurità più fonda, un piccolo puntino di luce risplende, perchè nel buio di un bosco di notte, la luce di una candela è visibile a chilometri di distanza.

Le erbe di Samhain sono:
– Ghianda e quercia per l’abbondanza e fertilità;
– Mela per la Vita e l’immortalità;
– Cedro giallo, usato per calmare il dolore;
– Dittamo di Creta (Origano dictamus di Creta), si dice che il suo profumo aiuti la proiezione astrale;
– Fumaria officinale, è usata per esorcizzare le entità di spiriti indesiderati;
– Nocciola, per la saggezza, l’ispirazione e la poesia, i frutti sono mangiati prima della divinazione;
– Mulleina o Verbascum thapsus i cui vecchi gambi sono tuffati nel grasso o nella cera e sono usati come torce conosciute come “il foglio dei coni della strega”, la polvere è utilizzata come sostituto per la polvere del cimitero nei vecchi grimori;
– Belladonna: è usanza far passare un rametto di questa pianta sulla nostra persona per dimenticare i vecchi amori e per proteggere dalle influenze diaboliche ATTENZIONE!!! questa pianta è altamente tossica quindi non mangiarla e non tenerla troppo tra le mani!!!
– Salvia, si  mangia per diventare immortali sia nei ricordi che nell’età. Si usa anche come augurio per attrarre i soldi;
– Rapa, è una protezione contro la malvagità o il danno;
– Assenzio romano, si dice che aumenti l’abilità psichica. Bruciato nei cimiteri, è usato per radunare gli spiriti dei morti;
– Erbe native americane (il cedro-calocedrus decurrens, il ginepro, la salvia, il pino del Colorado, il salice rosso e l’algarrobo, OPPURE: l’angelica, l’uva ursina, il farfaro, il dichantelium, il tassobarbasso, la yerba santa, le foglie di sommacco, la sanguinella, la barba del mais, la valeriana e cortecce di alberi quali l’alloro, il sommacco, l’acero, il ciliegio, il pioppo, la betulla, il legno di bettonica e di viburno dentato), la fumigazione purifica l’aria ed elimina problemi fisici ed energie maligne.
– Grano: metterlo sull’altare per rappresentare la Madre Terra e il Dio del grano che benedice e nutre i suoi bambini.
– Zucca: intagliare una “Jack-o-lantern” e disporre una candela all’interno per onorare gli spiriti dei vostri antenati.

I simboli di Samhain sono:

  • la Zucca perchè è un ortaggio del periodo, viene intagliata e associata a Jack o’ Lantern, viene consumata a tavola in varie pietanze, ma da noi erano utilizzare Rape e Barbiabietole, meno consumate e utilizzate al giorno d’oggi, che fungevano anch’esse da lanterne. La zucca é il simbolo della notte. Illumina tutti i nostri luoghi bui per mostraci cosa si nasconde infondo alla grotta;
  • la Mela è matura in questo periodo ed è simbolo di amore-conoscenza-morte (conoscenza proibita da coltivare), e al suo interno contiene la stella a 5 punte che riflette la Sezione Aurea del numero sacro ai pitagorici ovvero il pentagramma, è uno dei 9 Legni Sacri dei Druidi utilizzato per accendere fuochi nelle cerimonie sacre, utilizzata per fare il Sidro, il wassail,  il cibo degli dei, usata negli incantesimi e per i talismani.
  • la Nocciola, simbolo di sapienza magica, di saggezza e segreta conoscenza, albero sacro per i Celti, così come il noce e la noce legati da sempre alle streghe e alla magia;
  • il Melograno maturo in questo periodo, legato a Persefone e al suo mito;
  • il Crisantemo e la Calendula, fiori del periodo, legati (qui da noi) al giorno dei morti, fiori che si portano sulle tombe;
  • il Pipistrello, legato alla stregoneria e alla morte, vola di notte e dimora in caverne buie;
  • il Gatto nero, considerato anch’esso legato alla stregoneria, caccia spesso di notte, associato suo malgrado alla sfortuna anche se non ne ha alcuna colpa;
  • colori Arancio e Nero, simboli del raccolto, ultimo raccolto, e del buio, dell’oscurità, della notte che prevale sul giorno;
  • la Ruota: in questo periodo vita e morte, inizio e fine, diventano la stessa cosa, uno stesso punto sulla ruota, sul cerchio. Purificazione e rigenerazione, morte e rinascita, in un infinito cerchio della vita.

L’età moderna ha portato alla nascita di quello che ormai è di uso comune, non solo negli Stati Uniti, di travestirsi per la festa di Halloween. Famoso, al giorno d’oggi, il tradizionale “dolcetto o scherzetto” pronunciato da piccoli e grandi, travestiti da spiritelli, che deriva da un’usanza che nasce durante l’inquisizione, i secoli bui. Dipingersi di nero e travestirsi era abitudine delle streghe che si recavano alle congreghe per evitare controlli. La maschera aveva anche il beneficio di spaventare un inquisitore che avesse avuto la sfortuna di incontrarle di notte nei boschi. L’usanza di andare di casa in casa, è legata al primo periodo cristiano. Durante la cristianizzazione dei paesi anglosassoni, i cristiani si recavano di casa in casa offrendo preghiere per i morti, in cambio di dolci. Ma questa festa ha perso tutto il suo vero significato di periodo delicato ed importante di morte/rinascita, per dar spazio al significato più commerciale  distorto della festa. Il vero spirito di Samhain è fare i conti con il proprio passato e il proprio futuro, il nostro lato conscio e quello inconscio, il nostro duplice lato oscuro e luminoso, accettandolo come parte di ciò che siamo, specchio di noi stessi, per poter vedere ciò che celiamo a noi stessi, e trovare un equilibrio interiore ed esteriore, accettandoci in toto, così come siamo realmente.

Pratiche per la festa di Samhain:

  • Andare a raccogliere mele.
  • Bere sidro di mele caldo e speziato con cannella, ricordando i nostri cari con aneddoti e racconti, per onorare i morti.
  • Sotterrare una mela o un melograno nel giardino come cibo per gli spiriti che passano di lì nella loro strada verso la rinascita.
  • Raccogliere le ghiande, dando una ghianda agli amici ed ai familiari come augurio di buona fortuna.
  • Imparare a fare e ad usare le rune. Sono molto semplici da fare: in pasta di sale, col Das terracotta o pasta da modellare, scritte sul legno, su ciottoli, ecc…
  • Guardare con gli amici il Rocky Horror Picture Show.
  • Intagliare delle zucche.
  • Fare una candela per gli spiriti (una candela bianca su cui si fa’ cadere qualche goccia di olio di Patchouli).
  • Mettere tre scodelle sul tavolo. In una mettere acqua, in una vino e in una terra. Bendare gli occhi ad un amico e fargli immergere le dita in una delle tre scodelle. L’acqua è successo, il vino è matrimonio e la terra è il lavoro.
  • Adottare una nuova bacchetta, selezionando un albero e cercando tra i rami caduti, oppure scegliere un ramo, chiedere il permesso di poterlo asportare e, se la pianta ce lo concede, fare una generosa offerta di latte e miele poi tagliarlo delicatamente e con cura, ringraziando per il dono.
  • Regalare delle caramelle ai bimbi.
  • Fare una festa dei morti.
  • Leggere le carte ad alcuni amici.
  • Cercare tutti i ragnetti nei paraggi, salutarli e chiedergli di dare ai sogni la resistenza della loro tela.
  • Prima di andare a dormire, sedere di fronte ad uno specchio in una stanza illuminata solo dalla luna o da una candela. Fare una domanda, poi tagliate una mela in nove pezzi. Mettersi di schiena allo specchio e mangiare 8 pezzi, il nono buttarlo dietro alla spalla sinistra. Quindi girare la testa verso sinistra e guardare nello specchio: l’immagine o simbolo che sarà apparso riflesso sarà un responso.
  • Indossare un vestito che rifletta ciò che volete si manifesti nell’anno nuovo.
  • Buttare delle noci nel fuoco: se bruciano senza problemi un vostro desiderio si avvererà.
  • Questa è l’occasione, se non si è ancora fatto, per parlare di ciò in cui si crede, senza paura o remore.
  • Giocare a nascondino.
  • Fare delle pietre dei sogni, accompagnate da una preghiera di visione onirica.
  • Fare una riflessione personale sulla vita, sulla morte e la rinascita.
  • Appendere delle mele e la prima persona che ne morde una, sarà la prima a sposarsi.
  • Aprire la porta di casa e lasciarla aperta per cinque minuti, permettendo agli spiriti di Samhain di entrare.
  • Osservare le fiamme delle candele accese: se una diventa leggermente azzurrina, forse un caro estinto è nei paraggi.
  • Fare “dolcetto o scherzetto” agli amici.
  • Raccogliere una manciata di noci con le mani: se ne si prende un numero dispari il vostro amore è infedele, se è pari è fedele.
  • Si dice che se si dorme sotto un albero di Biancospino a Samhain si sarà rapiti dalle Fate.
  • Andare a caccia di funghi!
  • Fare una corda di strega.
  • Fare ad un amico un piccolo dono: una zucca intagliata, una mela, una candela arancio profumata, ecc…
  • Fare una festa di Capodanno, magari in costume.
  • Andare vicino ad una Quercia e bussare tre volte sulla corteccia.
  • Fare una maschera.
  • Fare una meditazione sulla vita passata… o qualunque altra meditazione.
  • Lasciare del latte e miele per gli spiriti della foresta.
  • Bruciare dell’artemisia.
  • Comprare una tovaglia arancione e dei tovaglioli neri.
  • Raccogliere delle erbe invernali e seccarle.
  • Fare un “ghost-tour”.
  • Suonare una campanella alla mezzanotte del 30/10.
  • Guardare le foto dei parenti e antenati.
  • Prendere la foto di una persona che ormai non c’è più e ricordare il passato.
  • Scegliere e incoronare una “Regina dell’Inverno e un Re”.
  • Imparare una nuova forma di divinazione, come le rune o la sfera o ancora la divinazione allo specchio.
  • Sedersi in cerchio e raccontarsi storie spaventose, di paura.
  • Fare della divinazione, con qualsiasi strumento.
  • Tagliare in senso orizzontale una mela e porre le due metà sull’altare mostrando la stella e dicendo “Questo è il frutto della vita, quindi della morte”.
  • Trovare un ramo di quercia, vischio, nocciolo, olmo, salice o betulla.
  • Fare delle catene di mele, ottenute tagliando la carta e mettendo su ogni mela il nome di una persona cara ormai andata.
  • Fare una scopa.
  • Questo è il tempo tradizionale per fare candele per l’anno nuovo, riempiendole di colore, potenza, erbe e profumo a seconda della necessità e dello scopo.
  • Mettere dei melograni e delle mele in bella vista in una bella cesta.
  • Mangiare le “Ossa dei Morti
  • Fare un bilancio della vita scrivendo su un foglio ciò che si vorrebbe modificare o cambiare, ciò che vorremmo si allontanasse da noi e la nostra vita e bruciarlo su una candela dell’altare (utilizzare candele nere e arancioni).