Data: 30 Luglio 2020

Titolo: Lughnasad o Lammas

Autore: Dorotea

Rubrica: Spiritualità

31 Luglio – 1 Agosto

Lughnasadh o Lammas, chiamata anche Festa del Raccolto e dell’Abbondanza o Festa del Pane, è una delle delle 4 celebrazioni del raccolto nella tradizione pagana (il secondo, per esattezza, e il primo dei 3 autunnali). L’estate e il raccolto sono al culmine e si celebrano l’abbondanza, la produttività e la prosperità e si ringrazia per tutto ciò. Dalla Terra il cibo, non solo per il corpo ma cibo per l’anima, il più profumato, quello che si sente il bisogno di condividere con chi è nostro “fratello”, nostra “sorella”, nostro pari, nè più, nè meno, gli uni di fronte agli altri in un cerchio, alla stessa distanza, e così si celebra la Vita, l’Amore, la Prosperità, ringraziando per tutto ciò che ci è stato dato a livello materiale e spirituale, i doni, i successi e le realizzazioni. Lammas è la festa del secondo raccolto (visto che a San Giovanni sono state raccolte erbe e frutti) e si celebra la notte tra il 31 luglio e il 1 agosto. La Madre Terra ci benedice con i suoi frutti; la ricompensa del lavoro da noi svolto sino a qui.

Viene celebrata la Terra, gravida di calore e Luce, che ora nasconde in sè il seme di quella Luce (il Sole) che nascerà in tutto il suo splendore a Yule (Natalis Solis). Lug (da cui deriva uno dei due nomi della festa) è il dio del Sole nelle tradizioni celtiche, e si dice che lui stesso abbia istituito questa festa per celebrare e commemorare la madre, sacrificatasi nel dissodare la Terra rendendola Fertile, perché la sua gente potesse vivere della pratica dell’Agricoltura. L’amore della Madre traccia la via per la sopravvivenza e la Terra si fa cibo per assicurare prosperità ai suoi figli. Simbolo della festa è il grano dorato come il sole. La Dea dell’Estate stende il suo mantello di verde e porta via il nero mantello dell’Anziana. La Dea, però, procura solo quello per cui abbiamo lavorato, piantato, ciò per cui ci siamo impegnati con i nostri intenti, durante il tempo passato (le altre feste). Questo è già il periodo in cui i giorni si accorciano e i campi matureranno. I lunghi giorni d’estate, ormai, sono passati e noi vediamo i frutti dei nostri sforzi. Adesso è il momento di raccogliere.

Lammas sta per “messa del pane” o “raduno del pane”, dall’usanza anglosassone di donare, alla chiesa del paese, il primo pane ottenuto con la mietitura del grano. Mentre Lughnasad significa “festa in onore di Lug” o “matrimonio di Lug”, divinità celtica di estrema importanza, descritto come re ed eroe del lontano passato, noto con diversi epiteti che ne mostrano il valore, il coraggio, l’abilità in vari campi e arti, e molti di questi modi di definirlo riportano il termine “luminoso” o “splendente”, quale è perché dio della luce. E’ una divinità legata al raccolto, alla vita, al sole, alla mietitura, emanazione stessa della luce solare; i raggi luminosi che fanno crescere il grano e lo portano a maturazione. Lughnasad è legata al sacrificio del dio, al versamento del sangue per fertilizzare la terra e permettere al grano di crescere e rinascere di nuovo; la figura del “Re Sacro”.

L’estate è sinonimo di caldo, crescita, abbondanza, lavoro e gioco. Lunghe ore di luce solare, giardini rigogliosi, frutti del raccolto, verdure, erbe, conservazione e ghiacciatura di questo raccolto: noi celebriamo l’estate avendo però già un occhio all’inverno che verrà. La celebrazione di questo Sabba è una pausa per rilassarci e aprirci ai cambiamenti della  stagione, così che si possa essere tutt’uno con le energie e ottenere quello che si vuole e desidera. Questo Sabba, come abbiamo già detto è uno dei tre dedicati al raccolto d’autunno. Il lavoro della primavera e dell’estate è finalmente ripagato con il primo vero raccolto dell’anno. A san Giovanni abbiamo celebrato l’inizio dell’estate con la raccolta di piante ed erbe medicinali e curative, oggi, invece, abbiamo il raccolto dei frutti, dei nostri sforzi maturati sino a qui. Questo è conosciuto come il periodo in cui le piante della primavera maturano e cedono i loro frutti e semi per il nostro uso.

Con la stagione successiva, l’autunno, che si appresta ad iniziare, il Dio Sole comincia ad invecchiare, ma non è ancora morto. Il Dio, simbolicamente, perde un po’ della sua forza così come il Sole che sorge sempre più a Sud ogni giorno e la notte inizia lentamente a crescere. Il Re Sole, adesso Signore dell’Oscurità, dà la sua energia al raccolto per assicurare la vita, mentre la Madre si prepara a dar via il suo aspetto alla Crona. Ed è qui che entra in gioco la figura del “Re Sacro” che si sacrifica per permettere il rifiorire della vegetazione, per assicurarsi la rinascita. Infatti il momento della mietitura era considerato il cardine di tutti i sacrifici fatti durante l’anno, per cui era un momento davvero importante; la celebrazione del raccolto era un momento fondamentale, la festa più importante di tutte, perché, se si fosse stati colpiti da carestia non ci sarebbe stata possibilità di superare il rigido inverno che, ormai, si faceva prossimo e, nel passato voleva dire sopravvivenza o morte. Per questo era una festa popolare molto sentita alla quale tutti partecipavano, un momento di scambio e comunione. L’ultimo raccolto, l’ultimo covone, seminava quello seguente, in un continuo ciclo. Anche in questa notte si accendono fuochi come a voler consolidare il “matrimonio divino” celebrato a Beltaine, quando si accendono fuochi sulle colline, ma non è una festa incentrata sul fuoco, come succede ad altre festività dell’anno. I rituali magici fertilitari per Lughnasad erano incentrati a garantire la maturazione dei campi, con una stagione di raccolto abbondante, per scongiurare la carestia.

Lo spirito del grano richiede dunque un sacrificio di sé stesso per poter crescere, infatti l’usanza di tessere il grano, come per esempio fare le bambole di spighe di grano, o paglia, e tenerle come talismani o  bruciarle nel fuoco e le ceneri spargerle nei campi per renderli fertili, ripercorre questo sacrificio, così come lasciare l’ultimo covone di grano a marcire sul terreno, sacrificarlo per far tornare alla terra ciò che ci ha dato. Mentre, legare un mazzetto di spighe belle in numero dispari, magari da regalare, è un augurio di abbondanza per tutto l’anno. Il grano, pianta simbolo della festa, è il cibo per eccellenza: col grano si fa’ il pane, alimento dai molteplici e svariati simbolismi. 

Gli altri nomi della festa di Lughnasadh includono Lammas e  Vigilia di Agosto. Lammas era il nome medievale cristiano per questa festa e significa “Massa di Pagnotte”, perché era il giorno in cui le prime pagnotte venivano infornate dal raccolto e posizionate sugli altari delle chiese come offerte. Era un giorno rappresentativo dei “primi frutti”. Il pane, da sempre, ha un ruolo centrale nell’alimentazione e nella gastronomia mediterranea, così tanto da divenire sinonimo stesso di nutrimento, abbondanza, cibo. Quando si fa il pane di Lughnasad, si usa la pasta avanzata il giorno prima, che è stata impastata da qualcun altro, e quando si finisce di impastare, se ne lascia un po’ per il giorno dopo in modo da essere impastata nuovamente nel pane di domani (da qui la famosa Pasta Madre, con cui i fornai fanno il pane), così si lascia un segno del proprio passaggio e del proprio contributo a chi verrà dopo. Tutti noi lasciamo un segno nel mondo,  per chi verrà dopo. 

Anche bevande come birra e idromele, ottenute dalla fermentazione di frumento e orzo e la fermentazione del miele in acqua, hanno un ruolo importante in questa festa, perché preparate con i doni che ha dato la Terra. A questo punto, il pane è infornato e l’altare è decorato con verdure, frutta e grano del raccolto, con pane e candele arancio e dorate… tutto è pronto.

Questo è il momento del meritato riposo per le fatiche dell’anno, un momento per ricaricarsi, ringraziare per l’abbondanza e la raccolta dei frutti, ottenuti col duro lavoro e questi frutti, che vengono raccolti ora, di cui adesso possiamo godere, portano in sé stessi nutrimento e semenza per ricominciare il ciclo. Ma questo è anche il tempo per una riflessione personale di ciò che abbiamo raccolto: gli eventi, le esperienze, le azioni, gli intenti, ciò che abbiamo perduto e ciò che abbiamo guadagnato. E’ un momento di raccolta di doni ed esperienze della vita ottenuti  attraverso prove, difficoltà, gioie e dolori, perché le esperienze spalancano finestre dentro di noi che si affacciano su ciò che siamo o desideriamo diventare. Ciò che raccogli è solo ciò che hai seminato e curato, imputando solo a te stesso l’abbondanza e la qualità del raccolto.

Un’antica preghiera rinascimentale di T. Moore (erroneamente attribuita a San Francesco) rispecchia perfettamente il simbolismo e l’intento di questa festa e recita così: “Signore dammi la forza di cambiare le cose che posso modificare e la pazienza di accettare quelle che non posso cambiare e la saggezza per distinguere la differenza tra le une e le altre.” “Dammi Signore, un anima che abbia occhi per la bellezza e la purezza, che non si lasci impaurire dal peccato e che sappia raddrizzare le situazioni. Dammi un anima che non conosca noie, fastidi, mormorazioni, sospiri, lamenti. Non permettere che mi preoccupi eccessivamente di quella cosa invadente che chiamo ‘io’. Dammi il dono di saper ridere di una facezia, di saper cavare qualche gioia dalla vita e anche di farne partecipi gli altri. Signore dammi il dono dell’umorismo.”

Le pratiche per celebrare la festa di Lughnasad sono:

  • Celebrare questo periodo e ringraziare ricordando il tepore e la bontà.
  • E’ la stagione in cui si abbandonano i pensieri ridondanti ed inutili e dove le nuove idee vengono fortificate. Riflettere sulla vita e annotare pensieri e riflessioni su un diario.
  • Mettere da parte le piante e i semi dei frutti consumati durante il rituale. Se germogliano, crescere la pianta o l’alberello con amore e come simbolo della nostra connessione con la Madre e il Padre.
  • All’alba, andare a cercare una panetteria aperta e comprate del pane caldo da mangiare con la persona che si ama, magari cosparso di un po’ di olio e sale.
  • Camminare nei campi e negli orti o passate del tempo vicino a fiumi, rivoli, laghetti e laghi che riflettono la bontà e l’amore degli dei.
  • Fare un bel falò con gli amici, in maniera sicura e protetta (mi raccomando).
  • Fare offerte di pane ai poveri o agli animali selvatici.
  • Onorare la Dea incinta e l’energia crescente del Dio Sole, quando il sole inizia a sbiadire. Si può onorarli lasciando delle briciole di pane e del sidro o idromele sotto gli alberi.
  • Preparare e cuocere del pane; il pane appena fatto e mangiato è una della attività più belle di Lughnasadh, soprattutto se lo si fa con le proprie mani e con la Pasta Madre.
  • Fare dei piccoli cuscini di erba o fieno, e all’interno porre una malachite per proteggere i sogni.
  • Iniziare un nuovo libro di ricette di cucina.
  • Fare delle bamboline di spighe o di foglie di mais; possono essere utilizzate nei rituali o semplicemente come decorazione, per propiziare l’abbondanza.
  • Fare delle candele arancioni e passarci qualche goccia di olio al rosmarino.
  • Fare del popcorn e benedirlo. Anche un cibo considerato “frivolo” in realtà diventa sacro in questo giorno.
  • E’ anche il momento giusto per purificare gli strumenti dell’arte con delle fumigazioni di ortica e sandalo, o salvia e palo santo.
  • Fare una meditazione in cui ci si visualizza mentre si completa un progetto che si è iniziato da tempo o che ci sta a cuore.
  • Passare la giornata in giro con amici e familiari all’aperto nelle natura. Possibilmente fare un bel pic-nic e/o anche giocare con gli animali.
  • Raccogliere dei frutti e delle verdure dall’orticello, se se ne ha uno, e dedicarli agli Dei.
  • Spalmare le labbra della persona che si ama con della marmellata di fragole e quindi baciarla.
  • Con una nuova pergamena, creare una “pergamena dei desideri”. Scrivere ciò che dovrà fiorire con il prossimo raccolto e bruciarla nel falò.
  • Esprimere un piccolo desiderio per avere un po’ più di prosperità e qualche soldino.
  • Se si ha un pozzo vicino casa, benedirlo ed esprimere un desiderio (Pozzo di San Patrizio).
  • Fare una bella insalata fresca con verdure di stagione grigliate.
  • Lasciare dei fiori in un ruscello o nel mare.
  • Fare degli oli magici per il successo usando olio essenziale di cipresso, mirra e cannella.
  • Fare delle collanine di popcorn usando del cotone nero come filo base.
  • Sacrificare ritualmente le emozioni negative, le abitudini nocive, trasferendole in un pezzetto di pane che si è preparato. Quindi gettarlo nella natura o nel fuoco.
  • Fare della bibliomanzia; questa notte è molto speciale per la divinazione.
  • Includere more e mirtilli nella festa; erano un frutto tradizionale, la cui abbondanza era segno del buon raccolto.