Data: 20 Giugno 2020

Titolo: Litha

Autore: Dorotea

Rubrica: Spiritualità

21 / 24 giugno: Litha e San Giovanni.

Il 21 giugno il Sole celebra il suo trionfo in quello che è il giorno più lungo dell’anno ma, che allo stesso tempo, rappresenta l’inizio del suo declino. Infatti dopo il Solstizio d’Estate, le giornate iniziano lentamente ad accorciarsi, accompagnandoci nel periodo autunnale, fino al primo giorno d’inverno (il Solstizio d’Inverno, 21 dicembre), nel quale, paradossalmente, abbiamo la notte più lunga e contemporaneamente, da questo giorno, le giornate ricominciano ad allungarsi. Come nel buio sono insiti i semi della luce (Solstizio d’Inverno), nella Luce sono insiti i semi del buio (Solstizio d’estate), perché non bisogna dimenticare che ogni avvenimento, ogni celebrazione, ogni movimento energetico, è incluso nell’eterno ciclo di vita, morte e rinascita che avviene nel corso dell’anno, degli anni, degli eoni.

Il giorno del Solstizio il sole entra nel segno astrologico del Granchio (=Cancro). Al momento del solstizio, nell’emisfero nord, il Sole raggiunge la sua massima declinazione, nel suo movimento apparente rispetto al piano dell’eclittica, ed è allo zenit al tropico del Cancro (a picco esatto, senza ombre, così come in quello d’inverno). Le date dei Solstizi sono invertite per gli emisferi nord e sud. Litha, o Solstizio d’estate, o Festa di Mezz’estate (Midsummer), è uno degli otto Sabba della Ruota Celtica, feste del ciclo naturale dell’anno, ed è la celebrazione del maggior splendore del Sole, il giorno di maggior luce. I Solstizi sono i due momenti dell’anno nei quali il Sole raggiunge il punto più meridionale o settentrionale della sua corsa apparente nel cielo, rispettivamente al tropico del Capricorno e al tropico del Cancro.

Il Sole trionfa, la sua immensa luce vince le tenebre, avviene il matrimonio fra cielo e terra: le energie, l’abbondanza, la fertilità e lo sviluppo della Natura sono nel punto massimo (dopo la fecondazione primaverile) e cominciamo già ad assaporarne i frutti, col primo raccolto (fragole, albicocche, ciliege, susine, fichi, lamponi, mirtilli, more di gelso, pesche, amarene, more, nespole, ribes, uva spina,… e non solo!). Le energie, esaltate dalla potenza del Sole nel momento di massima forza, erano ben conosciute dagli antichi e le strutture di dolmen, menhir (come il famoso monumento megalitico Stonehenge), composti di minerali come il quarzo, erano probabilmente dei magneti e catalizzatori per la creazione di campi energetici nei momenti di maggior energia dell’anno e osservatori astronomici per i maggiori eventi celesti.

I due Solstizi sono visti come porte, passaggi (Giano bifronte, custode degli ingressi, guardiano della soglia) che collegano il mondo degli umani al mondo degli dei e in queste feste il velo che li separa si assottiglia. Il Solstizio d’estate è la porta degli uomini e quello d’inverno è quella degli dei: i due aspetti della medesima persona, il lato oscuro e quello luminoso, il materiale e l’immateriale, il mondo visibile e quello invisibile.

Il tema della festa è la mietitura dei cereali (primo dei 4 raccolti che vengono svolti), ma anche le erbe giocano un ruolo di primo piano nelle tradizioni solstiziali e di San Giovanni. La pianta sacra al Solstizio d’Estate è l’Iperico o Erba di San Giovanni. L’Iperico raccolto a mezzogiorno del solstizio è capace di guarire molte malattie, mentre le radici raccolte a mezzanotte cacciano via gli spiriti maligni. L’Iperico era appeso sulle porte per proteggere le abitazioni dagli spiriti malvagi, e il suo nome greco Hyperikon significa appunto “proteggere” o “sconfiggere un’apparizione”.  Da esso, attraverso la macerazione in olio, si ricava appunto un olio rosso utilizzato per le scottature, le ferite, le punture d’insetti, affezioni ed irritazioni cutanee e le piaghe da decubito.

Questo è il periodo migliore per raccogliere piante aromatiche, come le 9 erbe di San Giovanni: Verbena, Artemisia, Vischio, Lavanda, Piantaggine, Finocchio, Timo, Ruta, Iperico. Tra le altre erbe da raccogliere troviamo:  Aglio, Felce, ma in genere tutte le erbe spontanee di campo, poi le spighe di Grano e le noci verdi per fare il Nocino. Le erbe profumate da bruciare sui falò solstiziali, che sono piante che danno poco fumo e hanno un buon aroma, sono Timo, Ruta e Maggiorana. I rami di Vischio al Solstizio d’Estate assumono un aspetto dorato, il famoso Ramo d’Oro dei miti. Il Sambuco, tagliato la vigilia del Solstizio, sanguina (così viene riferito nelle leggende britanniche). In tutti i paesi europei si raccolgono erbe che la tradizione popolare ritiene impregnate di miracolose virtù: la Verbena porta prosperità, mentre l’Artemisia (sacra ad Artemide, sorella di Apollo) protegge dal malocchio e si ritiene che l’energia solare si raccolga in fiori come Calendula o Iperico (la miracolosa “erba di San Giovanni”).

Inoltre, si raccolgono, negli orari consoni, anche erbe e fiori da essiccare ed usare durante l’anno, come: Camomilla, Bardana, Gramigna, Achillea, Orchidea, Licopodio, Edera, Ribes Nero, Maggiorana, Girasole, Ginestrone, Radicchiella dei Prati le cui radici rilasciano un fluido gelatinoso di colore rosso, chiamato “Sangue di San Giovanni”, Nocciolo per creare bacchette, Cerfoglio e Mentuccia. Si può anche preparare un sacchettino propiziatorio di colore giallo oro o rosso con erbe e fiori di campo, grano e/o chicchi di riso, lo si appende poi in casa o sul luogo di lavoro per propiziare la fortuna o lo si pone sotto il cuscino per i sogni e la divinazione. Un’altra usanza è quella di bruciare 9 tipi di erbe nel fuoco di Litha per purificare tutto, compresi i campi, col fumo e il loro profumo. Poi se ne usa la cenere nei campi, come fertilizzante. Anche le noci, come da tradizione, si raccolgono la notte tra il 23 e il 24 giugno per fare un liquore, il Nocino, dalle proprietà digestive e fortificanti, conosciuto fin dai tempi antichi

Fors Fortuna (divinità del pantheon romano legata a questa festa) è la Dea della casualità assoluta, del caos benefico e rigeneratore. La somiglianza di queste feste con i Saturnali del Solstizio d’Inverno fanno del Solstizio Estivo una sorta di Capodanno o di Carnevale; un periodo “caotico” in cui il cosmo si rinnova e si ricrea rimescolando i ruoli sociali e capovolgendo le norme morali. In questo benefico caos assumono rilievo gli elementi primordiali del fuoco e dell’acqua, contrapposti ma pur sempre complementari, dove il primo simboleggia i poteri della divinità maschile e la seconda quelli della divinità femminile (o, se si preferisce, il Sole e la Luna). Litha è la festa delle qualità al contrario dove le cose sono spesso ribaltate o confuse (ad esempio le candele sono messe a galleggiare sull’acqua).

L’acqua del Solstizio è direttamente collegata alla luna e al segno del Granchio: significativamente il glifo di questo segno zodiacale è composto da due segni spiraliformi che si oppongono in un simbolo simile al Tao (energia Yin e Yang), indicanti le due metà dell’anno che ora si incontrano. Nelle celebrazioni solstiziali l’acqua è rappresentata dalla rugiada, o “guazza di San Giovanni”, cui sono attribuiti poteri miracolosi. Quest’acqua è sacra alle divinità lunari come Diana e ha un ruolo importante nei procedimenti alchemici della Grande Opera. Quindi si celebra anche l’unione tra il sole e la luna, il Dio e la Dea, il fuoco e l’acqua. L’acqua solstiziale si chiama anche acqua delle fate ed è tradizione raccoglierla di prima mattina, legando una corda ad un panno bianco, asciutto, teso tra due persone, e fatto scivolare sull’erba alta e bagnata, in totale silenzio,  inzuppandosi di rugiada, che viene raccolta e conservata per i vari usi. La raccolta della rugiada, però, può essere fatta ad ogni plenilunio, nel corso dell’anno. Con quest’acqua, per esempio, si può fare l’Acqua Magica di San Giovanni di cui parlerò più avanti.

Il fuoco viene simboleggiato dai falò accesi, simboli solari, della divinità maschile al massimo del suo vigore, e accenderli significa rafforzare l’energia dell’astro che d’ora in avanti va declinando. Si danza intorno ai falò e si salta sulle fiamme quando queste si abbassano, esprimendo un desiderio o chiedendo una purificazione, si accendono fiaccole in processione, ruote infuocate, candele gialle, arancio, oro, i colori del sole e bianche e argento i colori della luna.

All’aperto si può tenere acceso un piccolo fuoco, oppure si possono accendere candele dei colori già menzionati sopra, ascoltare o suonare musica, danzare intorno al fuoco, leggere poesie, magari o leggende e miti sulle divinità, in compagnia dei nostri amici.

Nella tradizione cristiana, che come sappiamo ha tentato di sovrapporsi alle feste pagane dei tempi antichi, il 24 giugno è il giorno di San Giovanni Battista (Giovanni il Battezzatore), che nelle acque del fiume Giordano battezzò Gesù. Infatti, bagnarsi nella rugiada mattutina della notte di San Giovanni è visto come una sorta di battesimo. Il battesimo, in tutte le culture,  simboleggia il seppellimento del vecchio uomo e la rinascita dell’uomo rinnovato, segno di conversione.

In oltre, come abbiamo già detto, una tradizione cara a San Giovanni è quella di bagnarsi nella rugiada, camminarci sopra, bagnarsi gli occhi o bagnare un punto dolente, o raccoglierla e conservarla come acqua preziosa che cura tutti i mali. Questa tradizione sopravvive ancora nelle campagne, così come è tradizione accendere un fuoco o falò, o prendere 3 o 7 spighe di grano, legarle con un nastrino rosso o dorato, per propiziare i guadagni e l’abbondanza, e tenerle in casa o sul posto di lavoro.

Come abbiamo già detto poco sopra, durante questa festa, dalle mille sfaccettature e tradizioni, è usanza prepara l’Acqua Magica di San Giovanni. Si può utilizzare l’acqua della rugiada, l’acqua di fonte o, in mancanza dell’una e dell’altra, acqua naturale delle bottiglie, versata dall’alto in un contenitore capiente di vetro trasparente, per rivitalizzarla. A questo punto, esistono diverse ricette che prevedono diversi misti di erbe e fiori freschi da utilizzare. Eccone tre versioni:

1° versione
mentuccia, basilico, rosa rossa, rosmarino, lavanda, artemisia e un fiore viola (come il glicine, oppure clematide, lillà, ortensia, jacaranda, malva, fiore d’aglio selvatico, crocco, fiori di lupino, buddleja davidii, fiori di lampascione, erigeron, globularia punctata, lunaria, giacinto, astro o aster,….) in aggiunta anche pietre come: turchese, labradorite, lapislazzuli e pietra di luna.

2° versione
artemisia, iperico, rosmarino, mentuccia, lavanda, salvia, verbena.

3° versione
iperico, caprifoglio, lavanda, rosa, arancio, ginestra, finocchio selvatico, ruta, menta, limone, iris, rosmarino, timo, salvia, basilico, maggiorana, noce, alloro, scotano, tiglio, magnolia, lillà.

Una volta raccolto le erbe e i fiori freschi che preferiamo, metterli all’interno del contenitore di vetro dove abbiamo raccolto l’acqua (ed eventualmente appoggiato sul fondo le pietre o cristalli), mescolando delicatamente (con la bacchetta o un cristallo) con propositi ed intenzioni positive ed esporre il contenitore alla guazza di San Giovanni, all’aperto, in un posto lontano dalla città e dal traffico. Il giorno seguente, al risveglio, lavarsi viso e corpo con quest’acqua, lavare parti del corpo che hanno subito traumi. Quest’acqua era ritenuta una panacea per ogni tipo di malanno, con poteri taumaturgici e propiziatori. Se si vuole conservare quest’acqua, utilizzare delle boccette di vetro scuro con il contagocce o il vaporizzatore.

Pratiche per questa festa:

  • Accendere dei falò
  • Stringere le mani del nostro amore sopra il falò.
  • Saltare il falò esprimendo un desiderio o chiedendo una purificazione.
  • Prendere le ceneri dal falò di Litha e lasciarle cadere sui campi per propiziare la fertilità.
  • Mangiare cipolle alla brace, pane tostato cosparso di aglio, olio, pepe e pomodorini, teste d’aglio arrostite sul fuoco, chiocciole in umido aromatizzate con erbe, frutta fresca e frutti di bosco, noci, pane alle erbette, foglie di salvia e fiori fritti.
  • Fare dell’incenso con della Camomilla, della Gardenia, della Lavanda.
  • La Noce Moscata, la Cannella e il Cardamomo sono ottime per la protezione e la prosperità dell’anno che viene; metterli in piccoli sacchetti e lasciarli per tutta la casa.
  • Fare una preghiera per ringraziare il raccolto prima di cenare.
  • Fare un alberello dei desideri.
  • Raccogliere delle conchiglie in riva al mare e conservarle vicino al letto.
  • Raccogliere, se si ha la possibilità, dei frutti di bosco e farne delle crostate.
  • Raccogliere le Noci e fare il Nocino.
  • Legare assieme delle foglie di finocchio con dei nastrini rossi e metterli sulle porte per assicurare una vita lunga e protezione alla casa.
  • Raccogliere 3 o 7 spighe di grano e legarle insieme con un nastrino rosso o oro e appenderle in casa o sul luogo di lavoro, per propiziare l’abbondanza.
  • Danzare, ballare, saltare, volteggiare gioiosamente, magari con gli amici tutti assieme, attorno al fuoco.
  • Mangiare tanta frutta fresca, magari colta direttamente dall’albero.
  • Restare svegli l’intera notte a raccogliere piante. fiori ed erbe aromatiche da far seccare e utilizzare durante l’anno, o per farne dei sacchettini (rossi o giallo oro) di protezione o per propiziare i sogni, o bouquet da far essiccare.
  • Passare la giornata all’aperto, ballando, in bicicletta, al mare sulla spiaggia, tra i boschi e i prati, ecc.
  • Fare un pic-nic in riva al mare col partner per celebrare ciò che si ha di più caro e che si vuole rinasca ancora.
  • Fare un bagno nel mare a mezzanotte.
  • Fare il bagno nella rugiada del mattino o raccoglierla.
  • Fare divinazione coi tarocchi, con le rune,…..