Data: 11 Luglio 2020

Titolo: I 12 fiori guaritori e i 12 segni zodiacali, generati dalle lettere semplici dell’Alef-Beit

Autore: Dorotea

Rubrica: Spiritualità

Edward Bach, medico inglese degli Anni Trenta, aveva intuito che ogni uomo è un piccolo mondo a sé, un microcosmo armonioso e, di conseguenza, non poteva essere curato con metodi “standardizzati”, cioè uguali per tutti. Aveva teorizzato che del malato va guarita soprattutto la psiche, perché tutte le patologie hanno origine da uno stato d’animo negativo, che mina l’intero equilibrio del corpo, stravolgendone l’armonia generale.

Il dottor Bach ne era profondamente convinto, tanto da abbandonare, all’età di 43 anni, la sua brillante e redditizia attività professionale di medico, per dedicarsi completamente alle ricerche sulle piante e sui fiori “amici”, cioè quelli dotati di vibrazioni particolari e di uno speciale potere terapeutico. Mise a punto, così, una cura gentile, ma efficace, basata sulle forze della Natura e non sulle sostanze chimiche, secondo il principio “guarisci te stesso”.

Bach era convinto della continuità e dell’armonia che lega il nostro corpo alla nostra mente, al nostro spirito, a tutti gli altri esseri umani, agli altri esseri viventi che ci circondano, compresa la natura, gli animali, gli alberi, i fiori. Tutto proviene da un Unico Principio e quindi, ogni individuo, ogni essere vivente, ogni cosa possiede un’unica vibrazione universale. Teoria sulla quale si basa tutta la medicina vibrazionale e che per altro dice che: ogni cosa o essere vivente che non è ancora “adulto” ha il campo energetico a forma e sembianza approssimativa dell’adulto, per cui ogni organismo in sviluppo è destinato a seguire uno schema di crescita stabilito, e questa matrice, appunto, è generata dal campo elettromagnetico individuale dell’organismo. Ciò significa che il campo elettrico di un essere vivente prescinde dal suo stadio temporale di sviluppo. E questo vuol dire che è pura informazione, o meglio, in-formazione pura. Quando questa vibrazione viene alterata, ci si ammala: ecco quindi che possiamo tornare ad attingerla da altri esseri viventi, come per esempio i fiori, i 38 rimedi floreali del dottor Bach, comunemente i Fiori di Bach.

La fitoterapia non era una novità, perché era da secoli che gli uomini si curavano con le erbe, ma Bach era convinto che i fiori fossero molto più efficaci, perché contenevano tutta l’energia (o vibrazione) della pianta alla quale appartenevano. Infatti, l’efficacia della floriterapia è dovuta alla vibrazione del fiore, che trasferita all’acqua e attivata e amplificata dalla solarizzazione, è in grado di riequilibrare un essere vivente entrando in risonanza vibrazionale con esso.

Alla fine del 1932, Bach aveva scoperto 12 fiori, ed identificato 12 stati d’animo negativi fondamentali che era necessario riequilibrare: erano così nati “i 12 guaritori”.

Naturalmente si rese conto che le emozioni negative possono presentare diverse sfumature e così cominciò a cercare altri fiori che curassero tutte le variazioni degli stati d’animo. Alla fine del 1935 i rimedi erano 38 + 1, i 37 fiori dell’anima e l’acqua di una fonte pura, antica e notoriamente curativa, più il Rescue Remedy (un insieme di più fiori di “pronto soccorso”). La terapia dei fiori era finalmente completa.

Secondo quanto intuito dal dott. Bach, ma da lui mai sviluppato, o comunque a noi mai pervenuto, ogni gruppo di fiori trovato (i primi 12 sono i fiori guaritori o fiori tipo – i successivi sono i 7 aiutanti – gli ultimi 19 sono più spiritualizzati, dei quali 5 sono detti coronamento) ha una corrispondenza all’interno delle discipline esoteriche, come la Cabala e l’Astrologia.

Provando ad esaminare i primi fiori trovati da Bach, si può certamente dedurre un collegamento coi 12 segni zodiacali, le 12 porte d’entrata nel piano materiale, le 12 Tribù di Israele. 12 è anche il numero imperfetto, suscettibile di separazione. Infatti il numero 12 lo ritroviamo anche nei 12 Apostoli, che senza il Maestro Gesù non sarebbero stati completi. Il superamento dell’imperfezione si ha solo col numero 13 che esprime la rivelazione di un principio unificatore che tiene in equilibrio il tutto (il centro del cerchio, il pilastro centrale dell’Albero della Vita, ecc…). Queste non possono essere solo coincidenze, visto che tutto viene da una sapienza superiore e fa parte di un disegno divino molto accurato e attento. Del resto, la Creazione è imperfetta proprio perché sta all’uomo fare quel passo verso Dio e il mondo spirituale; unificare per portare a perfezionamento il tutto, divenendo così co-creatori insieme a Dio. E quindi, il numero 12, forse è anche simbolo di cammino e crescita, di esperienze che, una volta vissute e superate, portano ad un “premio finale”: l’evoluzione spirituale. Basti pensare alle 12 fatiche di Ercole, superate le quali può tornare a casa vittorioso su tutte le prove. La ruota zodiacale (simbolo anche delle prove superate da Ercole), infatti, non è altri che un percorso di evoluzione e crescita dell’individuo; dal senso dell’io egoistico, che si apre successivamente al sociale ed infine sfocia nello spirituale.

Per la cabala il numero 12 simboleggia il tempo, infatti 12 sono le ore del giorno (e anche le ore del giorno che Adamo passò nel giardino dell’Eden) e della notte e i mesi dell’anno. Nella medicina orientale 12 sono i canali principali dell’agopuntura (i meridiani, i canali energetici) quindi il fluire e il rifluire dell’energia. In anatomia si è potuto constatare che abbiamo 12 paia di nervi principali all’interno del cervello, che informano e ricevono costantemente informazioni ed impulsi elettrici. Il 12 è la rappresentazione di un ciclo che ritorna su sé stesso, in costante movimento. Infatti 12 sono anche i segni zodiacali inseriti in uno schema circolare, strettamente legati, perché da esse generati, alle 12 lettere semplici dell’Alef-Beit che sono anche dette le 12 lettere del tempo; lettere che hanno un suono che produce delle vibrazioni. Parlando di vibrazioni torna alla mente il discorso fatto sulla medicina vibrazionale, citato sopra. Del resto le lettere dell’Alef-Beit sono le lettere della creazione e tramite loro ogni cosa è stata creata. Anche nella cultura orientale si parla di suono creatore dell’universo. Quindi queste lettere contengono quell’informazione pura in grado di riportare equilibrio, e per questo si dice che il suono, o vibrazione, delle lettere dell’Alef-Beit porta guarigione, che non è altro che il ristabilirsi di un equilibrio (malattia = equilibrio spezzato). Esattamente quello che fanno i fiori di Bach. Entrambi interagiscono con noi sul piano vibrazionale, sui corpi sottili, quindi a livello energetico. Ma, partendo dal presupposto che la materia è energia molto condensata, ecco spiegato perché anche lavorando apparentemente “solo” a livello energetico si riescono ad ottenere effetti e cambiamenti sulla materia. In effetti, i Fiori di Bach agiscono su tutti i livelli dell’essere umano: mentale, emozionale, fisico e spirituale. E lo fanno, in genere, contemporaneamente.

Tornando al discorso del 12, non a caso i 12 stati d’animo negativi identificati dal dott. Bach trovano piena corrispondenza con gli stati di caduta del segno zodiacale corrispondente, e la virtù che il fiore porta a sviluppare è esattamente ciò che quel determinato segno è chiamato a raggiungere per poter esprimere al meglio le sue potenzialità. Le lezioni da imparare sono le qualità o le virtù che bisogna sviluppare in questa esistenza, che Bach riassume in questi 12 tipi e le rapporta con i 12 attributi del Cristo; quei dodici attributi che il Cristo venne ad insegnarci. Bach afferma che in questa incarnazione siamo tenuti ad imparare una o due lezioni al massimo e per fare questo ci si riveste di una personalità o fiore tipo che contiene il difetto, l’ostacolo o l’interferenza che bisogna superare. Assumere il fiore tipo ci aiuta ad adempiere al nostro compito in questa vita.

Si potrebbero schematizzare questi concetti in tre punti:
1. Fiore Tipo: è la personalità che ci viene assegnata dalla posizione della Luna al momento della nascita.
2. Lezione da imparare o Qualità o Virtù da sviluppare: è l’aspetto positivo del Fiore Tipo.
3. Difetto, Interferenza od Ostacolo da superare: è l’aspetto negativo del Fiore Tipo col quale nasciamo.

Ecco qui di seguito una tabella riassuntiva di corrispondenze.

lettera ebraica segno zodiacale fiore di Bach difetto virtù
Hei Ariete Impatiens Impazienza Indulgenza
Vav Toro Gentian Dubbio Comprensione
Zain Gemelli Cerato Ignoranza Saggezza
Cheit Cancro Clematis Indifferenza Bontà
Tet Leone Vervain Entusiasmo-Fanatismo Tolleranza
Yud Vergine Centaury Debolezza Fermezza
Lamed Bilancia Scleranthus Indecisione Stabilità
Nun Scorpione Chicory Restrizione-Ritegno Amore
Samek Sagittario Agrimony Ansia-Tormento-Irrequietezza-Preoccupazione Pace
Ain Capricorno Mimulus Timore-Paura Compassione
Tzade Acquario Water Violet Pena-Dolore Allegria-Gioia
Quf Pesci Rock Rose Terrore Coraggio

 

Vediamo dunque che il segno zodiacale dell’Ariete, generato dalla lettera Hei, ha come difetto l’impazienza, infatti è la classica “testa di fiammifero” che spesso dice e fa cose senza pensare. A causa dell’impetuosità rischia di cacciarsi nei guai. Per lui, chi lavora più lentamente è causa d’irritazione. Inoltre non appena una cosa dà il primo risultato subito l’abbandona per un’altra, nell’impazienza di ottenere altri risultati immediati, ma irrimediabilmente superficiali, ottenendo solo tanti “nuovi inizi” senza consolidamento. Impatiens gli insegna l’indulgenza e quindi ad essere meno frettoloso e frenetico nelle azioni e nel pensiero, più tollerante e comprensivo verso i difetti degli altri e nelle situazioni traumatiche, quindi più attento e costante, meno superficiale.

Nel segno zodiacale del Toro, generato dalla lettera Vav, troviamo il difetto del dubbio.
Il Toro ha bisogno di stabilità e sicurezza, di concretezza. Il dubbio, di certo, non porta a nessuna di queste condizioni anzi, se non risolto, il dubbio logora anche la salute. Il pensiero riflessivo e meditativo, che è il senso associato al Toro, non deve quindi sfociare nel dubbio costante, portando malinconia e scoraggiamento, soprattutto di fronte agli insuccessi. In questo caso, la sfiducia e la mancanza di comprensione gli impediscono di superare le difficoltà. Infatti Gentian gli insegna che non esiste insuccesso quando uno fa del suo meglio, che nessun ostacolo è troppo grande se si ha la ferma convinzione, e quindi fiducia, di riuscire a raggiungere le proprie mete, superando le difficoltà. In questo modo, il Toro non si lascia abbattere dagli insuccessi, perché attraverso la riflessione raggiunge poi la comprensione e di conseguenza quella stabilità e sicurezza a lui tanto care.

Nel Gemelli, generato dalla lettera Zain, abbiamo il difetto dell’ignoranza, il non sapere. Questo non aiuta certo a distinguere e a discriminare, cosa necessaria ad un Gemelli sempre irrequieto, tutto teso a cercare la sua anima gemella. Inoltre questo comporta, soprattutto, il non riuscire a distinguere il bene dal male. Il Gemelli deve rappresentare i poteri dell’intelletto analitico e dell’intelligenza applicata, non deve dubitare delle proprie capacità, cercando consiglio e attenzioni da tutti perché manca di fiducia nel proprio giudizio. Tutto ciò lo porta ad essere mutevole e sciocco. Cerato lo spinge ad essere più saggio e intuitivo, portandolo a fidarsi di più delle proprie opinioni che, a quel punto, saranno ben definite, e gli dona la capacità di mantenere una decisione presa. Cerato infatti mostra al Gemelli la strada per la saggezza.

Il segno zodiacale del Granchio, generato dalla lettera Cheit, porta come difetto l’indifferenza. Questo segno, ricco di capacità immaginativa è soggetto, se non riesce a sfruttarla al meglio e in positivo (l’immaginazione è alla radice della profezia), a divenire un sognatore, senza interesse per il presente, distratto, confuso e privo di senso pratico, tendente alla solitudine e portato ad evitare le difficoltà, ritirandosi nel suo guscio e sviluppando un forte senso di paura. Qui solo la bontà, ovvero l’amore incondizionato, permette a chi è in basso di elevarsi, a chi vive nella paura di squarciarne il velo scuro, a chi è privo di interesse negli altri e nel presente di ritrovare un nuovo slancio. L’amore opera i miracoli più grandi. E così, Clematis aiuta il Granchio a ritrovare un vivo interesse per tutte le cose, e quindi ad essere più realistico, padrone dei propri pensieri e forte di ideali positivi, sensibile all’ispirazione e all’intuizione e capace così di quel “senso materno” tipico di questo segno così legato alle forze femminili della luna, suo domicilio.

Il Leone, generato dalla lettera Tet, è facile preda di troppo entusiasmo che può sfociare in fanatismo. Infatti, essendo questo un segno di grande energia (è il domicilio del Sole), può capitare che tutta questa energia venga sprecata, o addirittura può provocare danni, a causa di un uso inconsapevole o comunque sbagliato. Il Sole deve irradiare tutto intorno a sé, favorendo la crescita e la vita, senza bruciare o accecare. Così il Leone non deve usare la sua volontà e il suo potere per costringere ad azioni che vanno oltre la propria forza, l’eccesso, le esagerazioni. Al negativo, è anche eccessivamente sensibile alle ingiustizie e per questo spesso invidioso, con l’orgoglio di voler essere sempre al di sopra di tutto e di tutti. Lo stress e la tensione, sia mentale che fisica, dati dalla troppa fiducia nel proprio potere ed energia, che porta ad usarli inevitabilmente in modo errato ed eccessivo, portano poi all’incapacità di rilassamento, la mancanza di calma e quiete interiore e quindi anche all’insonnia. Perciò Vervain viene in aiuto del Leone insegnandogli la tolleranza. Vervain lo porterà a comprendere che le massime conquiste si ottengono con l’essere, piuttosto che col fare e l’apparire. Che si può affrontare volentieri il pericolo, con coraggio, per difendere una giusta causa. Che la calma, la saggezza e la tolleranza lo aiuteranno ad aprirsi agli altri con umiltà, imparando ad ascoltarli e quindi imparando anche dagli altri e, pur nutrendo opinioni salde che mutano di rado, sarà disposto a cambiarle, se fosse necessario, ove scoprisse una verità superiore.

Nel segno della Vergine, generata dalla lettera Yud, troviamo il difetto della debolezza. La Vergine, legata al senso del fare, al lavoro, non può certo lasciarsi vincere dalla debolezza; la sua operosità creativa, il suo autocontrollo e il senso di onestà etica sono tra le sue migliori qualità, ma la debolezza, la volontà debole, e quindi la sottomissione, la fanno diventare chiusa e timorosa di aprirsi per ricevere, soggetta alle imposizioni altrui e facilmente influenzabile dagli altri e dalle convinzioni sociali, senza voglia di combattere né di reagire (quindi senza voglia di fare), incapace di dire di no quando necessita, con un comportamento servile non motivato dall’altruismo. Insomma una condizione di immaturità e dipendenza (anche dalla famiglia o da uno dei genitori). Ma Centaury può aiutare la Vergine a ritrovare sé stessa e la sua forte personalità, capace di intrattenere ottimi rapporti sociali e difendere le proprie posizioni, sollecita e premurosa con saggezza e discrezione, sapendo esattamente quando dare e quando togliere e ritrovando la voglia di fare con l’umiltà che la caratterizza. Infatti Centaury le porta la virtù della fermezza. Così la Vergine può esprimere tutte le sue potenzialità diventando la “Moglie di Valore”.

La Bilancia, generata dalla Lamed, ha come difetto quello dell’indecisione. Del resto, il suo stesso glifo mostra il difetto e la virtù: nel’’altalenare dei due piatti o nel perfetto equilibrio tra essi. Questa incertezza o indecisione da parte della Bilancia le porta stati d’animo alquanto mutevoli, spinti all’estremo: gioia e tristezza, energia ed apatia, ottimismo e pessimismo, risate e lacrime. In questa condizione è costantemente lacerata tra due possibilità, con pensieri labili, inconsistenti e facilmente influenzabili, poco affidabile anche sentimentalmente, spreca tempo e perde occasioni. Le manca la padronanza di sé e l’equilibrio, in preda ad un senso di fallimento e di miseria. Vive nell’illusione, nell’utopia, senza una scala di valori ben precisi, senza la benché minima comunicazione tra ragione e sentimento, tra cuore e testa. Scleranthus, allora, le viene in aiuto portandole calma e risolutezza. In questo modo la mette in grado di prendere decisioni autonome e in breve tempo, per poter passare immediatamente all’azione. Inoltre, Scleranthus le permette di conservare la padronanza di sé e il proprio equilibrio interno in tutte le circostanze, perché le porta la virtù della stabilità, così difficile da raggiungere e mantenere per il segno della Bilancia.

Nel segno zodiacale dello Scorpione, generato dalla lettera Nun, troviamo invece la restrizione, il ritegno, la possessività e l’egoismo. C’è una grande sofferenza interiore legata a questo segno, un carico pesante che costringe a piegarsi. L’accettazione del proprio dolore, l’accettazione che la sofferenza è generata dai propri errori e, in fine, che non bisogna disprezzare le cadute perché ogni caduta ha una fine e il punto più basso di questa è l’inizio della risalita. I difetti che troviamo nello Scorpione lo portano ad essere molto possessivo nelle relazioni, si offende, si sente ferito e respinto con grande facilità. Portato ad intromettersi negli affari altrui, pretende che gli altri seguano e si adeguino al suo senso di valori, soprattutto coloro che gli sono più vicino. Esige attenzione costante, odia la solitudine, parla di diritti che gli spettano. Diventa facilmente egoista, subdolo, irritabile e, se frustrato, diventa agitato e lamentoso e scoppia poi in lacrime. E’ completamente avvelenato da queste emozioni che gli fanno al fine meditare vendetta, e in questo è sempre molto determinato. Chycory, allora lo aiuterà nella risalita, facendogli capire ed accettare i motivi di caduta. Questo lo porterà poi a donare sempre senza pensare di ricevere qualcosa in cambio e ad aver cura e sollecitudine disinteressata verso gli altri. A questo punto sono stati eliminati tutti i veleni dell’egoismo, del possesso e della suscettibilità perché Chicory gli ha insegnato la virtù dell’amore.

Il Sagittario, generato dalla Samekh, porta come difetto l’ansia, il tormento, l’irrequietezza, la preoccupazione. Un’angoscia mentale dietro una facciata tranquilla. In questo stato la spensieratezza, l’entusiasmo e l’ottimismo (doti necessarie al Sagittario) saranno soltanto esteriori per nascondere l’angoscia mentale e lo stato d’animo tumultuoso. Sarà portato alla ricerca di cose o situazioni eccitanti, le cui conseguenze possono rivelarsi pericolose. Proverà inquietudine notturna provocata dall’accavallarsi dei pensieri (il sonno, senso associato al Sagittario, è di estrema importanza per lui, per rilassarsi, calmarsi e riposarsi, ma anche perché il sonno e il sogno, attraverso i simboli, portano nell’inconscio la luce della consapevolezza, necessaria al segno del Sagittario per espletare il suo compito di educatore, pedagogo e sostegno per gli altri). In questa fase negativa non amerà la solitudine perché la compagnia gli serve per sfuggire alle preoccupazioni, illudendosi di potersele dimenticare e accantonare. Sarà quindi sottoposto a grande stress e potrebbe, in questo frangente, ricorrere ad espedienti per alleviare il tormento mentale. Agrimony, invece, insegna al Sagittario l’ottimismo schietto, l’allegria, la spensieratezza e un fine senso dell’umorismo, così potrà essere d’aiuto agli altri nel momento della sofferenza. Infatti, la compagnia degli altri altri non sarà più un alibi per sfuggire i tormenti mentali, perché avrà imparato a ridere delle proprie preoccupazioni e sarà quindi una persona di buona compagnia. Agrimony gli avrà anche insegnato a sopportare bene il disagio e il dolore e si adopererà sempre per riportare la pace, riuscendo anche a comunicarla agli altri, perchè Agrimony sviluppa questa qualità. Spazzati via i tormenti e le irrequietezze e divenuto sostegno, potrà ora esprimere al meglio le sua funzione di Arcobaleno, simbolo di ottimismo e di integrazione.

Il segno zodiacale del Capricorno, generato dalla lettera Ain, deve superare il timore e la paura delle cose conosciute, ad esempio: della malattia e delle sue conseguenze, della morte, degli incidenti, del dolore, del buio, della povertà, della gente, degli animali, di parlare in pubblico, di perdere gli amici, ecc… Ha timori segreti, arrossisce facilmente e talvolta balbetta, ha una forte ritrosia e timidezza. Tutte queste paure portano il Capricorno a fare affidamento solo su cose di tipo materiale, sul potere e sulla forza fisica, sulla prevaricazione. Quando poi non riesce nel suo intento, scatta la rabbia. Quel tipo di rabbia che fa solo vivere male e fa invecchiare precocemente, perché indurisce, irrigidisce, sclerotizza e rende la vita solitaria. Mimulus possiede, invece, quell’amore e quella comprensione che sono in grado di superare tutto ciò che non si ama e non si comprende, la compassione. Così il Capricorno, con l’aiuto di Mimulus, avrà le sue emozioni sotto controllo, capace di apprezzare la vita senza timori irrazionali, con coraggio sereno per affrontare le difficoltà e le ansie della vita, con animo tranquillo e sagace. Così potrà incarnare la figura del “vecchio saggio” pieno di vitalità che suscita vivo interesse anche nei più giovani, coi suoi consigli e insegnamenti, perché il desiderio di conoscenza e di sapienza e la voglia di condividerle, lo avrà mantenuto “giovane”. “La sapienza fa vivere colui che la possiede” recita Qoelet 7:12.

Nel segno dell’Aquario, generato dalla lettera Tzade, troviamo la pena e il dolore da combattere e superare, dati dal fatto di essere diventati orgogliosi e alteri. L’Aquario è lo strumento che permette di attingere e trasportare le Acque Superiori, cioè le conoscenze che provengono dall’alto dei Mondi Spirituali. Una sorta di recipiente in grado poi di distribuire a tutti, quanto da lui raccolto. Però, proprio a causa di queste sue conoscenze e capacità, rischia di divenire o apparire orgoglioso e distaccato, sprezzante e condiscendente. Questa rigidità mentale, però, può poi causare rigidità e tensione fisica. Tutto questo porta all’isolamento, alla solitudine, mentre l’Aquario è un segno che per sua natura è destinato al sociale, a mettersi a disposizione della collettività, come tramite e come guida (infatti è il comunicatore), visto che deve incarnare il “Giusto”, il Maestro retto che insegna attraverso l’esempio, il Santo. Water Violet aiuta l’Aquario ad essere sempre pronto a dare consigli senza lasciarsi coinvolgere personalmente nelle vicende altrui, ad essere sereno, cortese, tranquillo, affabile e saggio, dotato di padronanza di sé e di dignità e soprattutto capace di mettere le sue doti al servizio degli altri, senza mai isolarsi. Water Violet, che aiuta a sviluppare la dote dell’allegria e della gioia, aiuta l’Aquario anche a sopportare il dolore e i dispiaceri in silenzio, senza paura dei momenti di solitudine e questo porta a divenire indipendenti e a fare affidamento solo su sè stessi. In questo modo esso può divenire un esempio vivente, un modello e uno stimolo per gli altri, in grado di ispirarli e indirizzarli sulla strada della Luce.

Siamo così giunti all’ultimo segno della ruota dello zodiaco, il Pesci, generato dalla lettera Quf, gravato dal difetto del terrore. Il terrore espresso dal Pesci fonda le sue radici nella paura ancestrale che la terra e l’intera umanità possano venir spazzate via da un cataclisma apocalittico (i dinosauri ne sono una prova e questo ha lasciato una traccia nell’inconscio collettivo). Il terrore e il panico di solito bloccano o comunque seminano il caos. Ogni volta che il terrore pervade l’ambiente, tanto colui che ne è il seminatore che coloro che gli stanno accanto ne sono colpiti. Infatti il Pesci nella sua fase negativa è associato al Leviatan, il mostro marino, il mostro degli abissi, quindi il mostro dell’inconscio collettivo. La tendenza autodistruttiva in questa fase è molto pericolosa anche per gli altri, perché rischia di risucchiarli nel suo vortice scuro, giù in basso con sé. Qui abbiamo toccato il fondo, come la gambina che si estende verso il basso, della lettera Quf. A questo punto, o si rimane in questa misera condizione o si comincia la risalita. Viene, in aiuto del Pesci, Rock Rose che gli dona grande coraggio, forza di volontà e carattere, in modo da prepararlo alla risalita e dimentico di sé, sarà pronto a rischiare la vita per gli altri, sarà pronto a dare tutto sé stesso, senza paura, al servizio di Dio e degli altri, in perfetta comunione con Dio e con gli altri. Perché il Pesci, nel suo stato evoluto, è il segno più spirituale, della preghiera (questa infatti lo salva e lo risolleva quando ha toccato il fondo) e della vita mistica e religiosa.

Come avevo già accennato, il Fiore Tipo personale, che rappresenta il tipo di personalità e quindi il difetto da correggere o superare e la qualità da raggiungere, lo si può individuare andando a vedere la posizione della Luna al momento della nascita, sul tema natale. Penso che il dott. Bach facesse riferimento alla Luna e non al Sole, perché il Sole rappresenta il nostro vero io, la personalità. Il Sole è tutta luce, completamente luminoso, irradia luce e calore e fa pensare a qualcosa di più divino, all’energia Yang, al maschile, al positivo. Mentre la Luna è la nostra sensibilità, la ricettività, la nostra parte femminile, l’energia Ying, il negativo, le acque delle emozioni, il nostro punto debole e fianco scoperto, e ha sempre una metà luminosa e una oscura, luce e ombra, difetto e virtù (come l’essere umano che è impasto di bene e male). La “Luna astrologica” è il luogo in cui le emozioni dell’inconscio possono affiorare alla coscienza e la personalità dell’Uomo è ben rappresentata da essa che è la maschera dell’io inferiore che si muove nel mondo. La Luna è anche la controparte del Sole o meglio: il sistema Terra-Luna (Terra, pianeta d’acqua; Luna associata all’acqua) visto che la Luna non è un pianeta ma un satellite del pianeta Terra, che però influenza moltissimo tutto quanto accade sulla Terra, compreso l’essere umano nel suo insieme. Quindi la Luna, o sistema Terra-Luna, è il più adatto a rappresentare la natura umana, con i suoi difetti e le sue virtù, le sue luci e le sue ombre.