Data: 11 Giugno 2020

Titolo: Fetta di Polenta

Autore: Marco

Rubrica: Articoli – Città di Torino

Lo sapete che a Torino c’è una costruzione trapezoidale chiamata Casa Scaccabarozzi, dove un lato è largo solo 54 centimetri, all’interno?

E’ soprannominata “fetta di polenta” proprio per la sua particolare forma così originale.

Nel 1839 l’edificio che assomiglia ad un ritaglio triangolare di 3 piani, che dà il fronte su corso San Maurizio, viene acquistato dalla Sig.ra Scaccabarozzi moglie dell’architetto Alessandro Antonelli.

Poi, nel 1840, l’architetto Antonelli progetta di sopraelevare l’edificio di due piani e terminare con un attico al terzo, dedicandolo a sua moglie, e nel 1881 viene così portato l’edificio a 27 metri di altezza.

La casa viene, quindi a misurare: 27 metri di altezza, 27 metri di lunghezza, 5 metri di larghezza sul fronte che dà su corso San Maurizio e 70 centimetri sul prospetto opposto.

Antonelli decise di progettare quest’edificio così, non per sua volontà ma, perché lo spazio a disposizione, del terreno di sua proprietà, era ridotto e a forma di triangolo e non era riuscito a comprare i terreni adiacenti. Dato lo spazio particolarmente ristretto, decise di inserire un’appartamento per ogni piano e di sfruttare la parte più stretta per le scale interne.

In pochi anni l’edificio diventò il simbolo del quartiere perché si opponeva alle regole classiche in fatto di costruzioni, inoltre aveva un colore giallo e una sua forma particolare, che lo portò a  guadagnarsi il soprannome di “Fetta di polenta”.

Negli anni successivi ospitò al pian terreno il Caffè del Progresso, storico ritrovo torinese di carbonari e rivoluzionari.

Per contrastare chi sosteneva che la struttura sarebbe crollata, Antonelli andò ad abitarci con la moglie per qualche anno. A dare ragione ad Antonelli fu il fatto che resistette al sisma del 23 febbraio 1887, che danneggiò molti edifici del quartiere.

Tutt’oggi la costruzione è tutelata dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici del Piemonte.

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