11 Novembre 2019
AVE MARIA di Fabrizio De Andrè
Autore: ANGELICA

Non riesco ad ascoltare questa canzone senza commuovermi…. ascoltando il brano in silenzio, ad occhi chiusi, ci si rende conto che la poesia di De André può essere apprezzata tanto dai credenti quanto dai non credenti, perché in essa c’è una filosofia libertaria che concerne la nostra vita correlata agli altri esseri umani: fin tanto che non usciremo dalle etichette, non saremo mai veramente UOMINI.

Quello che De Andrè proponeva in ogni sua canzone era di: liberarsi dai giudizi, dai pregiudizi e dalle etichette che pongono confini all’amore, rendendoci divisi, marionette, pecore e non persone. Gesù era VERO UOMO e lo rendeva VERO DIO il suo amore “divino” verso gli altri, un amore sconfinato che va oltre ogni pregiudizio ed etichetta, oltre ogni cosa.

Del resto, De André ha sempre dichiarato che il primo vero rivoluzionario della storia fu Gesù!

Fabrizio aveva una sua concezione di spiritualità e fede, un’idea dell’amore inteso come comprensione ed accettazione del prossimo (che poi è quello che Gesù stesso insegna nei Vangeli), che è la più alta forma di sentimento umano. La Buona Novella, da cui è tratto questo brano, io credo sia l’album più poetico del cantautore genovese per il quale, mi pare, non si sia avvalso di collaborazioni (parole sue, ispirate al Vangelo Apocrifo di Giacomo, fratellastro di Gesù e arrangiamenti di Reverberi) e in questa, come in altre sue opere, ci ha lasciato delle melodie e delle poesie cantate che vanno oltre il tempo e sono senza età.

In questa sua “Ave Maria” (perchè ne ha scritte 2, in realtà, questa e una in lingua sarda, contenuta nell’album conosciuto come L’indiano) Faber intende Maria come Madre Universale: non solo Madre del Messia ma semplicemente Madre, come può esserlo ogni Donna. Profondità e semplicità unite insieme che fanno di questo brano non una preghiera ma un inno al “femminile”, alla femminilità, alla donna, con i suoi istinti umani che fa’ scendere la Madre per eccellenza, Maria, dal suo piedistallo e dalla sua sacralità, rendendola più Umana, indagando il cuore di tutte le madri, traboccante di sentimenti ed emozioni. Perchè qui, Maria, è solo un pretesto per parlare di maternità.

Una donna è donna da quando nasce, senza sceglierlo, qualche volta è femmina, ed è madre quando sceglie di diventarlo, ma da quel momento lo è per sempre. Intenso e profondo, Fabrizio De Andrè ha una sensibilità, un’attenzione e una capacità d’analisi, unite ad una grande cultura, fuori dal comune.

E te ne vai, Maria, fra l’altra gente
che si raccoglie intorno al tuo passare,
siepe di sguardi che non fanno male
nella stagione di essere madre.

Sai che fra un’ora forse piangerai
poi la tua mano nasconderà un sorriso:
gioia e dolore hanno il confine incerto
nella stagione che illumina il viso.

Ave Maria, adesso che sei donna,
ave alle donne come te, Maria,
femmine un giorno per un nuovo amore
povero o ricco, umile o Messia.

Femmine un giorno e poi madri per sempre
nella stagione che stagioni non sente.

Ho scelto una versione cantata dalla, secondo me, splendida voce di Antonella Ruggiero. Una voce che mi incantava sin dai tempi dei Matia Bazar.

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