8 Novembre 2019
ADRIAN il ritorno.

Comincio col dire che apprezzavo molto come era stato concepito all’inizio ADRIAN e il pre-show iniziale, perché quello che veniva proposto prima del cartone vero e proprio, era in funzione della puntata dello stesso. Aveva un senso logico e intrinseco legato al cartone animato e il fatto che Celentano fosse presente o meno, non era rilevante. Era la storia rappresentata e raccontata nell’animazione ad essere fondamentale a dare il messaggio vero e importate che Celentano voleva trasmettere.

Perciò, il pre-show era perfetto così com’era: preparava lo stato d’animo per affrontare la puntata della storia con lo spirito giusto, la giusta predisposizione.

Il pubblico e l’opinione pubblica, e il resto del contorno, hanno giudicato male il pre-show, come distaccato dal contesto della storia che Celentano voleva raccontare e tramettere, bocciandolo a priori, fino alla sospensione del programma.

Ieri, 7/11/2019, dopo 6 mesi dall’ultima messa in onda, hanno ripreso da dove tutto si era fermato, presentando un nuovo pre-show e continuando le puntate del cartone. Nei primi cinque minuti, mentre salivano sul palco i maggiori rappresentanti del momento, delle principali reti TV italiane, del modo di fare TV oggi, si era creata, volutamente, quell’atmosfera di piattume di parlare del niente, che rispetta il piattume che oggi c’è in TV. Da ciò ho pensato che Celentano ha dovuto, per forza e in parte, piegarsi alla volontà dei media, adattandosi al pubblico televisivo attuale (non a tutti, per fortuna, ma alla stragrande maggioranza di pubblico televisivo che oggi fa audience). L’unico richiamo intelligente e clou dello spettacolo è stata la parte in cui Adriano accusava gli spettatori e il pubblico di aver voluto lui, con lo “spettacolino”, le canzoni, ecc…, quando, invece, l’importante era il messaggio della storia a puntate che aveva scritto e non certo il pre-show. Poi, si è passati di nuovo allo spettacolo commerciale.

Finalmente poi, è iniziata la storia da dove si era fermata, non senza un riepilogo fantastico di Alessio Boni (attore italiano di cinema, teatro e televisione). Ad ogni puntata della storia di Adrian c’è un crescendo: di emozioni, di contenuti e di speranza. Volontà di smuovere gli animi e staccarsi da questo piattume mediatico, dalla pigrizia di mentale e la scarsità di idee e valori.

Ogni tanto, nella serie, vengono fatte citazioni bibliche di monito e speranza: è un inno alla crescita interiore, alla culturale e al rispetto degli altri, all’amore e alla crescita di una società con dei valori e dei principi sani, non alterati dai pensieri falsi e subdoli dei media e delle mode.

Alla fine del primo tempo di Adrian, quando eravamo ben immersi nell’atmosfera suggestiva della storia, è arrivata la donna annoiata del bar (apparsa nel pre-show con i presentatori al tavolo) che ha fatto un monologo, che non c’entrava niente con la storia e che, per il solo fatto di aver interrotto il continuum del cartone è stata quanto meno fastidiosa. Se poi penso al contenuto di quanto ha detto, contrasta completamente col messaggio di amore espresso nell’animazione di Adrian. Non ho nulla contro l’omosessualità ma, dire che è cosa normale, proprio no! Questa cultura GENDER che si sta instaurando ultimamente e cerca di condizionare, soprattutto, i giovani già dalla scuola, dove ti dicono che non esiste un tuo sesso dato dai tratti del tuo corpo, ma dalla tua mente, che si decide successivamente cosa si vuol essere, condizionati dai media (che lo sappiamo, da tempo sono bugiardi per propri scopi e per scopi del “potere”) che spingono pesantemente questo concetto, l’ho trovato di pessimo gusto. Attenzione! Non sono un bigotto benpensante, nè un retrogrado, ma, una persona che ritiene che la naturalità delle cose è differente e cercare di far sembrare consuete cose che non lo sono nell’ordine naturale, credo non sia coerente.

Attendo il prossimo appuntamento con la storia di Adrian, ma non con il pre-show e le varie interruzioni tra il primo e il secondo tempo!

Vi lascio con un pensiero di Giorgio Gaber:

Non insegnate ai bambini
non insegnate la vostra morale
è così stanca e malata
potrebbe far male
forse una grave imprudenza
è lasciarli in balia di una falsa coscienza.

Non elogiate il pensiero
che è sempre più raro
non indicate per loro
una via conosciuta
ma se proprio volete
insegnate soltanto la magia della vita.

Giro giro tondo cambia il mondo.

Non insegnate ai bambini
non divulgate illusioni sociali
non gli riempite il futuro
di vecchi ideali
l’unica cosa sicura è tenerli lontano
dalla nostra cultura.

Non esaltate il talento
che è sempre più spento
non li avviate al bel canto, al teatro
alla danza
ma se proprio volete
raccontategli il sogno di
un’antica speranza.

Non insegnate ai bambini
ma coltivate voi stessi il cuore e la mente
stategli sempre vicini
date fiducia all’amore il resto è niente.

Giro giro tondo cambia il mondo.
Giro giro tondo cambia il mondo.

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