Data: 22 Luglio 2020

Titolo: I have a dream

Autore: Layla

Rubrica: Opinioni

“I have a dream…” il pensiero, il discorso e il sogno di un grande afroamericano che ha lottato per la giustizia, i diritti, l’accettazione e l’uguaglianza fra bianchi e neri, fra tutte le persone. Fu leader del movimento per i diritti civili degli afroamericani e il suo nome viene accostato a quello di Gandhi e a Richard Gregg, per la sua attività di pacifista e la lotta non violenta. Il suo impegno civile è condensato nella “Letter from Birmingham Jail” (Lettera dalla prigione di Birmingham), scritta nel 1963, e in “Strength to love” (La forza di amare) che costituiscono un’appassionata enunciazione della sua indomabile crociata per la giustizia. Riconosciuto all’unanimità come apostolo instancabile della resistenza non violenta, eroe e paladino dei reietti e degli emarginati, Martin Luther King è sempre stato in prima linea, esponendosi pubblicamente, affinché si abbattesse ogni sorta di pregiudizio etnico dalla realtà americana degli anni cinquanta e sessanta. Ha predicato l’ottimismo creativo dell’amore e della resistenza non violenta, come alternativa alla rassegnazione passiva e alla reazione violenta preferita da altri gruppi di colore, come ad esempio i seguaci di Malcolm X.

 

28 Agosto 1963, Washington D.C.
“Un giorno questa nazione si alzerà e vivrà sino in fondo il significato del suo credo. Riteniamo che queste verità siano ovvie che tutti gli uomini siano stati creati uguali. Ho un sogno: che un giorno, sulle rosse colline della Georgia, i figli di ex schiavi e i figli di ex proprietari di schiavi potranno sedere insieme al tavolo della fratellanza. Ho un sogno: che un giorno, anche lo stato del Mississippi, ribollente del fervore dell’oppressione, sarà trasformato in un oasi di libertà e giustizia. Ho un sogno: che i miei quattro bambini vivranno, un giorno, in una nazione dove non saranno giudicati per il colore della loro pelle, ma per l’essenza del loro carattere. Ho un sogno: che un giorno in Alabama, coi suoi depravati razzisti, ragazzini neri e ragazzine nere potranno congiungere le mani con ragazzini bianchi e ragazzine bianche come sorelle e fratelli. Ho un sogno: che un giorno ogni valle sarà elevata, ogni collina e montagna abbassate, che i luoghi accidentati saranno appianati e che i luoghi contorti saranno resi dritti e che la gloria di Dio sarà rivelata e che tutti gli esseri umani la vedranno insieme. Questa è la nostra speranza. Questa è la fede con cui ritorno nel Sud. Con questa fede potremo scavare dalla montagna della disperazione una pietra di speranza. Con questa fede potremo trasformare i dissonanti contrasti della nostra nazione in una bella sinfonia di fratellanza. Con questa fede potremo lavorare insieme, pregare insieme, lottare insieme, andare in prigione insieme, difendere la libertà insieme, sapendo che saremo liberi un giorno. Questo avverrà il giorno in cui tutti i figli di Dio potranno cantare con significato nuovo:- paese mio, questo è tuo; dolce terra di libertà, di te io canto; terra dove i miei padri sono morti, terra dell’orgoglio del pellegrino; da ogni lato della montagna lascia risuonare la libertà. – e se l’America è destinata a diventare una grande nazione questo deve avverarsi. Quindi lasciate risuonare la libertà. E quando lasceremo risuonare la libertà, quando la lasceremo risuonare da ogni paese e casolare, da ogni stato e città, potremo affrettare la venuta di quel giorno in cui tutti i figli di Dio – uomini neri e uomini bianchi, Ebrei e Pagani, Cattolici e Protestanti – potranno congiungere le loro mani nelle parole del vecchio spiritual Negro, “Liberi, finalmente, Liberi finalmente, grazie a Dio l’Onnipotente, siamo liberi finalmente.”

Martin Luther King

…il 4 aprile del 1968 muore assassinato con un colpo di pistola a Memphis ed è l’allora senatore di New York, Robert F. Kennedy, che ne da’ la notizia al popolo di Indianapolis, il cuore del ghetto afroamericano e, 63 giorni dopo questo discorso, anche Robert Kennedy viene assassinato. Quello di Kennedy è un discorso mai stato scritto, mai stato letto da un pezzo di carta, ma scaturito direttamente dal cuore.

“Ho delle notizie molto tristi per tutti voi, e penso tristi notizie per tutti i nostri concittadini e per le persone che amano la pace in tutto il mondo, e cioè che Martin Luther King è stato colpito e ucciso questa sera a Memphis, Tennessee. Martin Luther King ha dedicato la sua vita all’amore e alla giustizia tra altri esseri umani. È morto a causa di quello sforzo. In questo giorno difficile, in questo momento difficile per gli Stati Uniti, forse è bene chiedere in che tipo di nazione siamo e in quale direzione vogliamo muoverci. Per quelli di voi che sono neri – considerando l’evidente evidenza, c’erano dei bianchi che erano responsabili – potete essere pieni di amarezza, di odio e di desiderio di vendetta. Possiamo muoverci in quella direzione come un paese, in maggiore polarizzazione: i neri tra i neri e i bianchi tra i bianchi, pieni di odio l’uno verso l’altro. Oppure possiamo fare uno sforzo, come ha fatto Martin Luther King, per capire, comprendere e sostituire quella violenza, quella macchia di spargimento di sangue che si è diffusa attraverso la nostra terra, con uno sforzo di comprensione, compassione e amore. Per quelli di voi che sono neri e sono tentati di riempirsi di odio e sfiducia per l’ingiustizia di un simile atto, contro tutti i bianchi, direi solo che posso anche sentire nel mio cuore lo stesso tipo di sentimento . Ho ucciso un membro della mia famiglia, ma è stato ucciso da un uomo bianco. Ma dobbiamo fare uno sforzo negli Stati Uniti, dobbiamo fare uno sforzo per capire, andare oltre e andare oltre questi tempi piuttosto difficili. La mia poesia preferita, il mio poeta preferito era Eschilo. Una volta scrisse: “Anche nel nostro sonno, il dolore che non può dimenticare cade goccia a goccia sul cuore, fino a quando, nella nostra stessa disperazione, contro la nostra volontà, arriva la saggezza attraverso la terribile grazia di Dio”. Ciò di cui abbiamo bisogno negli Stati Uniti non è la divisione; ciò di cui abbiamo bisogno negli Stati Uniti non è l’odio; ciò di cui abbiamo bisogno negli Stati Uniti non è la violenza e l’illegalità, ma è l’amore e la saggezza e la compassione reciproca, il sentimento di giustizia verso coloro che ancora soffrono nel nostro paese, siano bianchi o siano neri.”

(Applausi)

“Possiamo fare bene in questo paese. Avremo tempi difficili. Abbiamo avuto momenti difficili in passato. E lo faremo, avremo tempi difficili in futuro. Non è la fine della violenza; non è la fine dell’illegalità; e non è la fine del disordine. Ma la stragrande maggioranza dei bianchi e la stragrande maggioranza dei neri in questo paese vogliono vivere insieme, vogliono migliorare la qualità della nostra vita e vogliono giustizia per tutti gli esseri umani che vivono nella nostra terra.”
Con…

(Interrotto da applausi)

“Dedichiamoci a ciò che i greci scrissero così tanti anni fa: domare la ferocia dell’uomo e rendere dolce la vita di questo mondo. Ci dedichiamo a questo e diciamo una preghiera per il nostro paese e per il nostro popolo. Grazie mille.”

(Applausi)

 

Anche oggi avremmo bisogno di grandi persone (e non personaggi) che col coraggio delle idee e degli alti ideali unissero le masse con discorsi ispirati che muovono cuori e menti in un intento comune di giustizia, equità, uguaglianza, libertà, fratellanza, per il bene e il benessere di tutti e non di pochi, per eliminare i privilegi di quei pochi che stanno opprimendo ed ingannando le popolazioni, arricchendosi a discapito di tutto e di tutti, non pensando minimamente al bene comune ma solo al proprio smisurato benessere e potere. Siamo nel 2020 e ci sono ancora troppe ingiustizie, ineguaglianze, guerre, povertà, disagio, troppi abusi di potere, troppa intolleranza… troppa ignoranza…. Perché lasciamo che pochi decidano per tutti? Perché permettiamo loro di prenderci in giro? Perché ci siamo abituati alle ingiustizie ed ai soprusi? Quando è successo che abbiamo smesso di sognare un mondo migliore, lasciandoci censurare e tappare la bocca? Come abbiamo smesso di volere, di cercare, di osare, di capire? Come abbiamo smesso di pensare con le nostre menti e giudicare coi nostri cuori? Quando? Perché?…

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