Data: 02 Agosto 2020

Titolo: L’apparenza inganna

Autore: Layla

Rubrica: Opinioni

C’è un bellissimo racconto orientale che parla del fatto che ciò che si vede all’esterno, spesso non è la realtà o, comunque, non è esattamente come stanno le cose. Ecco il testo del racconto:

Due Ciliegi
innamorati
nati distanti
si guardavano
senza potersi toccare.

Li vide una Nuvola
che mossa a compassione
pianse dal dolore
agito’ le loro foglie
ma non fu sufficiente,
i Ciliegi non si toccarono.

Li vide una Tempesta
che mossa a compassione
urlo’ dal dolore
agito’ i loro rami
ma non fu sufficiente,
i Ciliegi non si toccarono.

Li vide una Montagna
che mossa a compassione
tremo’ dal dolore
agito’ i loro tronchi
ma non fu sufficiente,
i Ciliegi non si toccarono.

Nuvola, Tempesta e Montagna ignoravano
che sotto la terra
le radici dei Ciliegi
erano intrecciate
in un abbraccio senza tempo“.

Questo racconto, tenero e dolce, ci dice che spesso quello che ci appare non è sempre esattamente come lo vediamo e se cerchiamo d’interferire lo facciamo a sproposito e potremmo addirittura arrivare a danneggiare la situazione.

Se non conosciamo come stanno le cose esattamente, evitiamo d’interferire. Le cose nascoste, o apparentemente nascoste, celano dei retroscena inaspettati o insospettabili e chi si prodiga per far sì che l’apparenza, o meglio ciò che crede sia, si concretizzi, non sa che magari, celatamente, è già in atto.

Questo vale per tutto e tutti, in tutti i campi della vita. Non c’è bisogno di diventare cinici e menefreghisti, insensibili e indifferenti ma, neanche impiccioni. A volte, voler creare a tutti i costi eventi e situazioni, o mettere insieme le cose perchè secondo noi in quel modo funzionano o dovrebbero essere, è sbagliato e si dovrebbe intervenire solo se riceviamo una esplicita richiesta. Primo, perchè in questo modo non ci dobbiamo accollare la responsabilità di quello che potrà succedere, visto che siamo stati noi a crearlo senza che ci sia stato chiesto. Secondo, perchè rischieremmo di danneggiare qualcuno pur agendo in buona fede e… terzo, perchè il nostro gesto potrebbe venir mal interpretato e rischieremmo di perdere più di quello che volevamo guadagnare impicciandoci.

Quest’altro racconto, al contrario, ci spinge a cercare come stanno veramente le cose, al di là dell’apparenza. In questo modo, attraverso la conoscenza, ci sarà dato di agire e scegliere con cognizione di causa. Ecco il testo del racconto taoista:

Una monaca buddhista era incaricata di recarsi alla fontana con un secchio, per prendere l’acqua che serviva al monastero per tutta la giornata. Ogni sera mentre trasportava il secchio pieno d’acqua osservava la luna che puntualmente vi si specchiava dentro e tra sè e sè rifletteva su di essa…
Una sera mentre tornava al convento, col solito secchio pieno d’acqua, le cadde e l’acqua si sperse tutta in terra. La monaca, allora, osservò il secchio vuoto, e le venne spontaneo esclamare: “Niente acqua, niente luna!” Ma guardando in cielo vide la luna che le sorrideva.
Si dice che ottenne l’illuminazione, perchè VIDE LE COSE COME REALMENTE STAVANO“.

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