Data: 1 Giugno 2020

Titolo: Uomini dietro alle macchine

Autore: Marco Vaccaro

Rubrica: Network Club

Erano i primi anni ’70, quando l’informatica non era ancora entrata nelle case della gente comune e l’home computer era solo un’idea.

Erano anni di cambiamento epocale, specialmente dal punto di vista sociale e tecnologico, in cui i personaggi più astuti e più capaci, come ad esempio Bill Gates e Steve Jobs, hanno contribuito attivamente all’evoluzione informatica fino ai giorni nostri. La loro capacità strategica, in quegli anni, è stata superiore alla capacità tecnica; hanno capito che il mondo stava cambiando e lo stava facendo velocemente. Erano sicuramente all’avanguardia e, purtroppo, in qualche modo hanno un po’ troppo condizionato, o meglio veicolato, questa evoluzione cercando sempre un giusto compromesso tra la crescita progressiva della tecnologia e gli interessi economici che permettevano un’analoga crescita delle aziende da loro create.

Non a caso Bill Gates ha fondato la Microsoft, la più grossa azienda informatica di tutti i tempi, imponendosi per sempre nel mondo dei Sistemi Operativi; miliardi di persone usano tuttora Windows per far funzionare il PC. Non da meno è Steve Jobs, anche se con una mente un po’ più contorta e visionaria, ma pur sempre legata al dio denaro, che ha fondato la Apple inglobando e coinvolgendo, negli anni, una nicchia di persone che forse avevano bisogno di maggior controllo o semplicemente considerazione, facendoli sentire migliori. La strategia di Jobs è stata fantastica: ha cavalcato la crescita informatica costruendo una società milionaria ma, ha anche capito che la crescita informatica coinvolgeva le masse e queste dovevano essere controllate. Purtroppo, anche se lui non è più tra noi, la sua idea, che può essere più o meno condivisibile, è più viva che mai. La Apple, dopo la Microsoft, è la seconda azienda al mondo produttrice di Sistemi Operativi, PC e Smartphone con fatturati da capogiro.

Ci sono altre persone, però, che hanno cavalcato questa tecnologia privilegiando l’evoluzione della conoscenza e badando un po’ meno al portafoglio. Nessuna di loro è morta di fame: le loro capacità gli hanno permesso di vivere in pieno benessere, ma senza rincorrere in modo ossessivo il dio denaro. Sto parlando di persone come Linus Torvalds, l’inventore del kernel Linux, tuttora utilizzato dalle migliaia di distribuzioni Linux presenti nel globo. E’ la terza realtà informatica che domina il mondo dei PC; una realtà non commerciale, fatta di scambi culturali, di continuo progresso e di attenzione verso il rispetto comune. Linux è installato su moltissimi PC e Smartphone ed è il primo installato nella maggior parte dei server Web, attualmente in uso nel mondo. Non dimentichiamoci di Richard Stallman; il concetto di OpenSource è opera sua, grazie all’invenzione della Free Software Foundation e del progetto GNU. E’ il principale autore della licenza GPL.

Ma, in mezzo a tutto questo marasma ci sono anche state persone che hanno messo al primo posto la ricerca volta ad una tecnologia facile, aperta a tutti, in un momento in cui la tecnologia era ancora per pochi. Uno di questi è Clive Sinclair, con la sua Sinclair Research. Questa azienda ha raggiunto un massimo di 140 dipendenti ed è rimasta, negli anni, una realtà locale inglese, pur producendo computer per tutto il mondo. Sinclair è stato un pioniere dell’informatica ed ha sempre scommesso sulla capacità di apprendimento della gente comune, producendo home computer per tutti, a prezzi accessibili. I suoi prodotti di maggior successo, realizzati, furono lo ZX81 (1981) con solo 1 Kb di Ram e lo ZX Spectrum (1982) commercializzati nel mondo, ma specialmente in Gran Bretagna. Nonostante fossero piattaforme aperte a tutti, non hanno mai visto un vero e grande coinvolgimento di massa…purtroppo! Sicuramente il suo scarso budget economico e la sua, forse, poca attinenza al mondo del commercio (era prevalentemente un inventore) gli fece fare alcuni errori per cui perse la sua azienda, che venne acquistata dalla Amstrad. Il progresso tecnologico in corsa, la concorrenza, la Commodore che era un colosso con un prodotto non migliore, ma molto ben congegnato (Vic 20 e il successivo C=64), ha, per certi versi, vinto, per un periodo di tempo, la guerra tecnologico-commerciale. Nonostante tutto, Sinclair non si perse d’animo e fondò la Cambridge Computers Ltd per commercializzare il Cambridge Z88, un computer portatile compatto: le dimensioni erano quelle di un comune foglio A4, e dal ridotto peso, soli 900 grammi, del 1988, basato sul microprocessore Zilog Z80A operante a 3,28 MHz, con alimentazione fornita tramite comuni batterie AA, che garantivano un’autonomia massima di 20 ore. Un vero computer “portatile” e non semplicemente “trasportabile” come altri sistemi allora in commercio. Torvalds, Stallman e Sinclair sono persone che, con il loro ingegno e spirito pionieristico, hanno influenzato il mondo informatico e non si sono mai trasformate in multinazionali che riescono a promuovere e spingere prodotti, a volte, scadenti.

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