Data: 13 Agosto 2020

Titolo: Canone del granchio di J.S. Bach

Autore: Angelica

Rubrica: Musica

L’enigmatico Canone 1 a 2 di J.S. Bachs (1747), il canone retrogrado o cancrizzante o canone a granchio, contenuto nell’opera Musicalisches Opfer, può essere suonato in sincrono dalla prima nota all’ultima e al contrario, infatti il manoscritto raffigura un’unica sequenza musicale che deve essere riprodotta avanti e indietro e indietro e avanti, e ciò è matematicamente brillante.

Bach era un genio e penso che questo dimostri che era anche un matematico. È una composizione che si articola polifonicamente partendo da una singola idea melodica. In parole povere: componi una melodia, ne trai delle varianti e suoni tutte le versioni insieme. Rigoroso compositore barocco, J.S.Bach seppe fare del canone un’arte pitagorica.

La natura del fenomeno sonoro estetico e fisico musicale è astratta, quindi più vicina al ragionamento matematico che alle arti visive. I canoni (insieme alle fughe e ai contrappunti) erano una forma musicale che sussisteva “di per sé”, ma erano anche una tecnica compositiva presente in tutta la musica barocca. La composizione tecnica del canone è regolata da formule matematiche e Bach ne era a conoscenza.

Alcuni esteti del XVII e XVIII secolo hanno sostenuto che la musica esisteva in forma annotata, attraverso un ascolto interiore (riservato solo a coloro che erano in grado di decifrare i codici e i segni annotati), indipendentemente dalla sua esecuzione sonora, mentre altri dicevano che la musica avesse bisogno della sua piena realizzazione attraverso un’interpretazione acustica. La musica è sempre astratta (scritta e annotata o eseguita acusticamente). Si tratta sempre di idee astratte che possono essere associate a descrizioni visive o testi.

Il concetto di trasformare una cosa nel suo apparente opposto è ben rappresentato nel nastro di Moebius con mezzo giro. È un concetto che è stato scoperto quando un curioso matematico di nome Mobius si è allacciato la cintura e l’ha fatta girare di mezzo giro. L’impulso ad indagare il risultato gli ha fatto scoprire questa “interazione degli opposti in un unico oggetto”. Sorprendente! I compositori moderni potrebbero chiedersi come sia riuscito Bach a immaginare questo pezzo senza un computer.

In realtà, data una riga X (musicale o di altro tipo), sia X ^ r la riga invertita (ad esempio, con caratteri, (abcc) ^ r = ccba). Ora, pensa che P e Q siano pentagrammi e supponiamo che lo schema della tua canzone sia “il pentagramma P sul pentagramma Q”, cioè P <—- P sta per tutte le note sul pentagramma superiore Q <- – Q sta per tutte le note sul pentagramma inferiore Ora, se prolunghi la canzone in questo modo: PQ ^ r QP ^ r, il nuovo brano ha banalmente la “proprietà della striscia di Moebius”, come presentato nel video (nel senso che l'”incollaggio di Moebius” produce la ripetizione del brano). Il fatto è che una vera proprietà della striscia di Moebius dovrebbe comportare anche l’inversione di tono… ma è comunque geniale.

Persone come Bach erano i “computer” viventi del loro tempo, che usavano la mente in modo altamente specializzato con risultati pratici e godibili in tempo reale: solo immaginare l'”istruzione” o la formazione coinvolti nel tradurre tutto in una corretta performance dal vivo è un viaggio stesso…
Ma sul tema di questo canone di Bach si potrebbero improvvisare fino a quattro voci di armonizzazione, riprodotte anche all’indietro…. e la striscia di Moebius è l’esempio perfetto.

Praticamente ha inventato il Serialismo (o musica seriale) 400 anni prima che venisse concepita e suonata.

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