Data: 02 Luglio 2020

Titolo: Tra sogno e incubo

Autore: Markene

Rubrica: Momenti

Questa è la mia storia… sospesa tra sogno e incubo, tra follia e inusuale realtà, tra desiderio e destino, ma forse… solo un dolce aspetto d’un’oscura certezza!
In una notte di primavera il cielo sembrava non morire mai all’orizzonte, le stelle erano più lucenti che mai, la luna sorrideva al giorno che stava quasi per nascere e un lieve bagliore illuminava le montagne verso nord….in una notte così splendida lo sguardo non poteva non perdersi nell’infinito dell’oscurità che, così dolce, mi avvolgeva come un fresco lenzuolo di seta; ebbene, nel silenzio di un così soave paesaggio, solo il delicato profumo dei gigli in fiore e il cantare, stonato, di un gallo mi rammentavano la realtà.
Ad un certo punto un senso d’inquietudine pervase il mio corpo, un soffio di vento mi fece rabbrividire e il cuore mi si strinse… avevo freddo… non capivo cosa poteva turbare quella quiete, quell’armonia d’elementi così rassicurante per il mio spirito, forse… forse la notte non era più così felice d’accogliermi nel suo grembo, o forse…il giorno voleva riportarmi alla realtà d’una futile vita cui il buio aveva donato significato e immortalità….non riuscivo a spiegarmelo….immediatamente, però, udii un canto, una melodia così dolce, così carezzevole che non potevo fare a meno d’ascoltare.

Non riuscivo a comprenderne le parole, neanche da dove provenisse, ero solo sicuro che non era dentro di me! in un istante la celestialità di quell’oscura nenia penetrò talmente in profondità nei miei sentimenti che scoppiai a piangere come un bimbo bramoso di latte materno….. ormai qualsiasi contatto con la realtà era svanito, ero in una sorta di trance ipnotica, mi sentivo Ulisse schiavo delle sirene; si… stavo piangendo… ma non era un pianto di dolore, era gioia, sublimazione di uno stato d’estasi, trascendenza della morte, follie… pura e semplice follia d’amore…. innamorato, già… ma di chi, di cosa! forse un surrogato irreale, del più nobile dei sentimenti, l’amore, stava violentando selvaggiamente il mio cuore, penetrandolo sino alla sua segreta essenza emozionale, facendolo sanguinare in modo così passionale da non poter fare a meno di tanto sado-edonismo.
Seguitai ad ascoltare quella melodia e, finalmente, l’incantevole interprete prese forma dinanzi ai miei occhi, era d’una tale perfezione divina che nessun sogno potrebbe rappresentarla; rimasi inerme davanti a lei e, incredulo di così tanta bellezza, non proferii parola alcuna.
S’avvicinò lentamente, in modo molto sensuale e aggraziato poggiò le sue fredde labbra sulle mie, percepivo solo più il ritmico battito del mio cuore che impazziva e un brivido mi corse lungo la schiena come un gelido abbraccio. Mi sussurrò qualcosa che non capii, ma che tuttora non riesco a dimenticare, il silenzio delle sue parole mi fu così dolce a tal punto da incidere un segno indelebile nella mia memoria o forse nell’intimità della mia anima ….!
Non potrò mai dimenticare quel gelido bacio, quell’incantevole creatura venuta col vento del nord, emissaria d’un mondo incantato, pura essenza d’asessuata seduzione.

In un istante tutto svanì: la notte era già stata inghiottita dal giorno, ogni piacevole sensazione sostituita da un insulsa razionalità diurna… tutto così fottutamente svelato, un sodalizio di banalità e immutabilità; questo mondo però non era più il mio, ora lo potevo vedere solo dall’alto, da quelle tenebre che tutti temono, che tutti cercano d’esorcizzare con le loro fantasie, ma che a tutti, però, offrono pace e serenità nella pienezza d’un vuoto.
A me, quella notte, la mia oscura dama ha donato la gioia dell’eterno appartenere all’immaginario, dove tutto non ha tempo né dimensioni ma solo infinite emozioni!
gioia di vivere o di morire
gioia di amare o di odiare
gioia nel giorno o nella notte
gioia di gioire dell’uno nell’opposto dell’altro
senza dell’uno l’incompletezza dell’altro
annullamento
nell’inizio che non ha mai fine
completezza
tra il nulla e l’infinito
l’essere nel non essere
ibridi