Data: 15 Agosto 2020

Titolo: Pattaya vista con occhi diversi

Autore: Carmine Ragusa

Rubrica: Momenti

La amo per il sole e il mare…”  Così inizia una canzone dedicata a questa città.

Il 90% delle persone che ci vanno è per il turismo sessuale. Una parte del restante, essendoci andato con la moglie, è solo frenato. E quella piccolissima parte che non è interessata al turismo sessuale, cosa fa’ a Pattaya?

Ve la racconto io, con una giornata tipica…

Sveglia presto. Grazie al fuso, non serve la sveglia per i primi giorni. Alle 5 o 6 del mattino hai già gli occhi aperti. Un tuffo in piscina di prima mattina è un piacere unico. Aiuta a svegliare ogni muscolo del corpo e sopratutto la mente. Saluti le signore delle pulizie che arrivano per iniziare il turno di lavoro. Ed è un vero piacere vedere la loro sorpresa quando scoprono che sei ritornato.

I rapporti umani, come questo, non si possono comprare.

Dopo una colazione strepitosa a base di frutta, latte al cioccolato e miele, una bella doccia è quello che ci vuole.

Assaporare la città senza la baraonda di stranieri, osservando come si sveglia la città e vedere gli abitanti del luogo andare al lavoro è un piacere che cerco sempre di vivere nei primi giorni. Senti davvero di essere lontano da dove hai sempre vissuto. Lontano da tutto e tutti. Che esiste dell’altro. Che bella sensazione!

Faccio un salto in centro città. Basta appostarsi in un qualsiasi tratto della strada e aspettare pochissimo tempo. Quando vedi un Sonteo passare, fai segno di fermarsi e sali. Una corsa tipica costa 10 Baht (20 cents circa). Suoni il campanello e scendi dove vuoi. Veramente comodo, ma pericoloso come mezzo di trasporto.

Il fattore sicurezza è molto trascurato in Thai. Per strada puoi vederne di tutti i colori, fino a 4 persone su un motorino, un mucchio di persone in piedi sul retro di un camion che vanno a lavoro, auto sgangherate e tanto altro ancora, inelencabile.

Arrivato in centro, conviene dirigersi subito in Walking Street.

Ma quanto è bella vederla senza il marasma notturno? Fa’ pensare di essere, forse, nel luogo più bello e caratteristico della città. Amo Walking Street nelle ore del giorno. Ha quel suo non so ché. Tutto si prepara per la serata consumistica, i bar fanno rifornimento di bevande e i ristoranti di pesce fresco….

Poi, ci si può dirigere al Royal Garden, poco distante dalla Walking, l’entrata è sulla Second Road… non è male. Molto caratteristico e originale. Non trovate ?

Un bel complesso commerciale che dà su due vie con tanti negozi, cinema, ristoranti e l’immancabile Mc Donalds con l’entrata nella Beach Road. E’ curioso vedere come uno dei simboli mondiali del consumismo si adegui ad usi e costumi, pur di tirare su soldi.

Ma alla fine perché criticarlo? Come dice un mio amico: “Che che se ne dica, alla fine è un’ancora di salvezza nel caso hai pochi soldi e devi mangiare.” In effetti non ha tutti i torti. (Un consiglio: il Samurai Hamburger Pork Set, è assolutamente da provare).

Dentro il Royal Garden c’è da perdere le ore a vedere quello che i negozi possono offrirti.

Un altro grande centro commerciale con 2 entrate, sia sulla Beach Road che sulla Second Road, è il Mike Shopping. È incredibile quello che puoi trovarci. Di tutto e di più: dalla roba firmata a quella contraffatta. Incredibile! Assolutamente da vedere e comprarci qualcosa e, magari, baccagliarsi qualche venditrice.

Altri centri commerciali da vedere sono il Big C e l’Outlet. Tempo fa ‘era anche il Carrefour ed era veramente enorme, con un servizio mensa economico e particolare. Ma ora, in Thai, il Carrefour ha chiuso. Gli investimenti dall’estero stanno dando un volto nuovo alla città, creando strutture pubbliche di intrattenimento e commercio, superiori alle nostre. È una cosa che fa pensare….

Le ore passano veloci e sia per pranzare che per cenare c’è l’imbarazzo della scelta. Quante cose buone da provare. Pesce a volontà, sukiaki, ramen, sushi, thai food. Adoro il pesce cucinato alla thai.

E se ti svegli alle 3 di notte e hai fame o sete? Vai in strada e un 7eleven lo trovi sempre facilmente. Assieme a Minimart e FamilyMart, aperti h24, sono dislocati ovunque e sono una vera manna. È incredibile quanti ce ne sono!

L’economia a Pattaya è decisamente fiorente e il settore immobiliare è in continua crescita.

Non male per un paese del terzo mondo vero? Ma com’è possibile allora? Gli investimenti dall’estero sono enormi. Come mai tutto questo interesse? Perché proprio in questa città?

Semplice! Tutto grazie alla miriade di ragazze che si prostituiscono, che attirano dal 18enne all’80enne. Un’economia, quindi, che si basa sulla povertà e disgrazia di molte ragazze. Nascere in un paese povero e con una scarsa istruzione scolastica, non consente molti sbocchi. A volte solo con questi confronti, capisci quanto ha inciso su di te la cultura europea e il suo cristianesimo, rispetto a cos’è il continente asiatico con la sua cultura e religione, estremamente differente. Sono cose che fanno pensare molto….

Ecco il classico gruppo di ragazze che puoi trovare in uno dei tantissimi bar. Basta osservare i visi per capire che alcune di loro non si divertono molto a fare quella vita.

Ma come funziona questo meccanismo? Immaginiamo un paese poverissimo. Un bel giorno ritorna a casa una ragazza che era andata via anni prima. Chi la vede capisce che non è più povera come quando era partita. Ben vestita, magari con gioielli frutto di un regalo di qualche sventurato straniero, e soldi. Cosa pensano le altre? Pensano, ovviamente, di percorrere la stessa strada.

E così, a scaglioni, arrivano nella città dove la prostituzione è consentita… vagonate di ragazze!

In Thai lo straniero è chiamato Farang (pronunciato Falang). Gli uomini thai se la ridono a vedere quanti di loro si lascino abbindolare. Di storie pazzesche da raccontare ce ne sarebbero a migliaia, ma fortunatamente qualcuna a lieto fine c’è sempre.

E’ divertente passare davanti alle gioiellerie e vederci all’interno la ventenne thai con il sessantenne Farang intento a comprarle il classico regalino. Vedi la foto? Immagina di esserci, immagina che una ti piace. Vai vicino a lei e contratti. Senza rendertene conto sei sulla via dell’albergo con la tua nova ragazza a fianco.

Il senso di “potere” che avverti ti droga. Non lo si può capire se non lo si è vissuto.

Immaginatevi un Farang che fino al giorno prima si è ammazzato di seghe nel suo paese e d’un tratto si trova in un ambiente così …. è bello che sistemato! Queste ragazze lo spennerebbero senza nessuna pietà.

Ma se non sei interessato al vasto mercato di ragazze a “buon prezzo” cosa fai a Pattaya? Tante cose decisamente migliori. Tessi rapporti sociali con le persone del luogo.

Se vuoi avere una compagnia, non è poi così difficile. Le donne non se la tirano come da noi in Italia. Se gli sei simpatico e gli piaci te lo dicono. Nulla di più. Dipende da te, dopo, farti sotto.

Grande importanza ha il tuo sorriso. E’ il biglietto da visita più importante che puoi tirare fuori e sortisce effetti solo positivi … con tutti.

Perché pagare? Perché comprare l'”amore”? Perché farsi prendere in giro quando, se ci si sbatte davvero poco, si può trovare una dolce compagnia? Se poi la ragazza non ha mai avuto rapporti intimi con un europeo, è tutto un gran divertimento farle capire cosa si è persa sino a quel momento. Il sesso dei thai è davvero misero.

Eppure, quasi tutti comprano l'”amore”. Senza offesa per chi lo fa’.. Vi confesso che la prima volta, nel lontano 1993, l’ho fatto anche io. Ma si cresce, si matura e si cambia.

Quando dei nuovi schemi di pensiero si inseriscono nelle tue cellule cerebrali, ti guardi intorno e quello che prima poteva entusiasmarti adesso rattrista il cuore. E’ incredibile!

Ci sono città nel mondo che sono dei punti di arrivo. Punti di arrivo di gente di ogni genere e in quel momento il destino ti porta inevitabilmente a conoscere gente “nuova”, ma affine al tuo IO.

Basta poco per incontrarli. Ci si sente attratti inevitabilmente. Ci si intende al volo e i discorsi iniziano, facendo passare le ore. Si parla del mondo. E in quel momento capisci che pensare di vivere solo nel tuo paese è davvero restrittivo oramai.

Il punto massimo è stato l’essere invitato a casa di un signore svizzero che ha vissuto parecchi anni in Italia e si è sposato con una donna indiana. Il cenare con loro parlando un misto di italiano e inglese, sul balcone del loro appartamento con quel gran bel caldo, mangiando una pastasciutta, sorseggiando vino …. è stato fantastico! Il pensiero corre agli amici in Italia e ai quali racconterai di questa esperienza. I quali non hanno neanche mai immaginato cosa ci potesse essere fuori dalle loro 4 mura paesane. A coloro che capiranno il fascino di tale esperienza e a coloro che la ignoreranno, ghettizzati mentalmente, dal microcosmo mentale nel quale vivono.

Oramai, per come vedo io le cose, passeggiando in queste vie provo solamente 2 cose: noia e tristezza. Piange il cuore vedere tante ragazze costrette a questo. Per chi invece va per divertircisi è irrilevante: che sia la thai o la cubana o un’altra, ciò che vuole è solo una meta turistica sessuale. Non pensa a quanta tristezza e pena ci sia dietro. O non vuole vederla. Ma per fargli capire che ci stiamo tutti sbagliando, metterei sua madre o sua sorella a fare lo stesso mestiere per sfamarlo. Chissà quanto lo troverebbe divertente questo!