Dorando Pietri, il coraggioso atleta carpigiano

Il celebre Dorando Pietri, pur nascendo, alla fine dell’Ottocento in una piccola frazione di Correggio, Mandrio, visse sin dall’infanzia a Carpi, ed è per questo che è considerato una celebrità carpigiana. Iniziò a lavorare molto presto, come tutti i ragazzini dell’epoca, con famiglie numerose e facendo i conti con la miseria, come garzone alla pasticceria Roma di Carpi e nel tempo libero correva in bicicletta o a piedi, isritto alla società sportiva Ginnastica “La Patria”. Era un uomo minuto e piuttosto basso di statura.

Nell’autunno del 1904 il famoso podista dell’epoca, Pericle Pagliani, partecipò ad una gara podistica proprio nella città di Carpi e Pietri, allora 19enne, attratto dall’evento, iniziò a corrergli dietro con gli abiti da lavoro, fino al traguardo della gara e così facendo, a distanza di alcuni giorni, si ritrovò esordiente in una gara ufficiale a Bologna, arrivando secondo. Iniziò così la sua carriera che lo portò all’episodio più famoso della storia olimpica.

 

7L’anno seguente arrivarono i primi veri successi, sia in Italia che all’estero, tra i quali vale la pena ricordare la 30 km di Parigi nella quale arrivò primo con un distacco di 6 minuti dagli avversari. Nel 1906 vinse la Maratona di Qualificazione per i Giochi Olimpici intermedi che si sarebbero svolte la stessa estate ad Atene ma, durante la gara di Atene fu costretto a ritirarsi per problemi intestinali, pur essendo al comando con un buon vantaggio. Neppure durante la leva militare durata due anni, il nostro campione smise di allenarsi duramente. Nel 1907 riportò altre numerose vittorie tra le quali ricordiamo quella che gli conferì il primato nazionale di 16’27″2 alla 5000 metri dei Campionati italiani. Dorando Pietri era ormai un campione in grado di vincere dal mezzofondo alla maratona, ottenendo risultati importanti anche in campo internazionale. Ma fu nel 1908 l’evento più importante della sua vita.

July 1908: Dorando Pietri of Italy who, despite finishing first in the Marathon at the 1908 London Olympics, was disqualified for being helped over the line after collapsing just yards from the end. The Gold Medal went to John Hayes of the USA. Pietri is seen here with a special Gold Cup presented to him by the Queen. (Photo by Hulton Archive/Getty Images)

 

L’anno 1908 fu quello delle olimpiadi di Londra, per le quali Dorando si preparava da mesi. All’inizio di luglio si guadagnò un posto nella squadra italiana con una prestazione eccezionale in una gara disputatasi a Carpi e alla fine dello stesso mese in programma ci sarebbero state le Olimpiadi. Il percorso della Maratona si dipanava per 42,195 km, per la prima volta, per porre la linea di arrivo davanti al palco reale, mettendo alla prova 56 atleti, disposti ordinatamente davanti al Castello di Windsor. Due erano gli atleti italiani: Dorando Pietri, con maglia bianca, calzoncini rossi e il numero 19, e Umberto Blasi. La giornata si presentava insolitamente calda per il clima londinese. Alle 14.33 la principessa del Galles diede il via alla competizione che vide subito in testa il terzetto inglese. Dapprima Pietri si mantenne nelle retrovie, per risparmiare le forze, poi, saputo che l’atleta in testa stava rallentando, cominciò la faticosa rimonta, riuscendo, con sforzo, a superare il leader della corsa.

 

8Mancavano solo un paio di chilometri all’arrivo e Dorando si trovò a fare i conti con la fatica, il caldo e la disidratazione, così la stanchezza gli fece perdere lucidità e arrivato allo Stadio sbagliò strada. I giudici lo riportarono sul percorso ma, ormai, senza forze cadde esanime. I giudici lo soccorsero rialzandolo e, non essendo più in grado di reggersi da solo, con le gambe stanche doloranti che andavano avanti solo per inerzia, cadde per altre 4 volte, soccorso anche dai medici di gara. Era a soli 200 metri dal traguardo e la miriade di spettatori era in trepidazione ed in ansia per lui. Pietri continuava, barcollando, a cadere e a rialzarsi, aiutato dai presenti e ad avanzare, fino a tagliare il traguardo sorretto, però, dai giudici di gara e un medico. Era totalmente esausto ed oltre il traguardo svenne. Fu portato fuori pista con una barella. Poco dopo arrivò lo statunitense Johnny Hayes che tagliò il traguardo per secondo.1

 

Chiaramente, la squadra americana presentò subito un reclamo per l’aiuto che Pietri aveva ricevuto, reclamo che venne giustamente accolto e, così, il carpigiano fu squalificato e cancellato dagli arrivi in gara. Il dramma dell’atleta commosse tutti gli spettatori dello stadio e la stessa sovrana che aveva, dal palco reale, assistito alla “via crucis” di Dorando Pietri, così la regina Alessandra volle comunque premiarlo con una coppa d’argento dorato, simile a quella del vincitore, contenete la bandiera inglese, e non sterline come qualcuno asserisce. Lo scrittore giornalista Sir Arthur Conan Doyle, incaricato di redigere una cronaca della gara sul Daily Mail, scrisse di Pietri “La grande impresa dell’italiano non potrà mai essere cancellata dagli archivi dello sport, qualunque possa essere la decisione dei giudici.” Lo stesso Doyle propose al giornale di conferire un premio in denaro a Dorando per permettergli di aprire una panetteria, sogno da lui accarezzato da tempo e motivo per cui volle partecipare alle Olimpiadi. Furono raccolte ben 300 sterline. Il racconto della sua impresa fece il giro del mondo, consegnandolo alla storia come “famoso per non aver vinto”, infatti, la sua impresa superò la cronaca di quei giorni e la vittoria della medaglia d’oro da parte di Johnny Hayes, consegnando Dorando Pietri alla storia dell’atletica leggera con questo episodio, ricordato da tutti, tutt’ora, nella storia delle Olimpiadi.

 

3In questo modo Dorando si ritrovò ad essere una celebrità sia in Italia che all’estero e, da allora, la fama non lo lasciò più. Venne invitato a una serie di gare-esibizioni in America, tra le quali un paio di rivncite su Hayes che vennero vinte, entrambe, da Pietri, a sottolineare, comunque, la sua preparazione e bravura indiscusse. Disputò 22 gare vincendone 17 e, rientrato in Italia, proseguì l’attività professionistica per altri 2 anni. L’ultima maratona corsa fu a Buenos Aires, mentre la gara d’addio in Italia si svolse a Parma e quella all’estero in Svezia. Con 46 gare in tre anni Dorando Pietri guadagnò oltre 200.000 lire solo in premi, più altri soldi di diaria da parte del suo agente, somme enormi per l’epoca. Aveva 26 anni quando diede l’addio all’attività agonistica e decise di aprire, coi suoi guadagni assieme al fratello, un’attività alberghiera che non ebbe molto successo, viste le scarse doti da imprenditore dell’ex atleta. fallito l’hotel decise di trasferirsi a Sanremo ed aprire un’autorimessa.2 Rimase nella città dei fiori fino alla sua morte avvenuta, nel febbraio del 1942, all’età di 56 anni per attacco cardiaco. La coppa che Dorando Pietri ricevette a Londra è custodita in una cassetta di sicurezza della Unicredit Banca a Modena, posta la sicuro della società La Patria. Sul piedistallo reca la scritta “To Pietri Dorando – In remembrance of the Marathon pace from Windsor to the Stadium – July. 24. 1908 – Queen Alexandra.” Colpito dall’eroismo di Dorando, Irving Berlin, un famoso compositore statunitense di origine russo ebraica, che compose le celeberrime God Bless America e White Christmas, gli dedicò una canzone intitolata, appunto, Dorando.

 

5A luglio 2008, proprio alle porte di Carpi, al centro della Rotonda di via Cattani, per rendere omaggio all’atleta carpigiano, in occasione del centenario della vittoria morale alle Olimpiadi di Londra, viene inaugurato il monumento a Dorando Pietri: un’imponente statua di bronzo che lo ritrae con i pantaloncini rossi nell’atto della corsa, intitolata “La vittoria è di Dorando”. E questa è solo una delle tante iniziative che Carpi e Correggio hanno presentato per il centenario, per far conoscere e commemorare questa celebrità carpigiana dalle origini reggiane.4

 

Ma non finisce qui!… tra mostre, libri ed eventi, anche un film! Il regista Leone Pompucci inizia le riprese del film biografico dedicato alla vita di Dorando Pietri. Il sogno del maratoneta, questo è il titolo della fiction, in due puntate, che sarà trasmessa da Rai 1 e ha visto il centro storico di Carpi chiuso per il primo “ciack!” all’inizio di agosto 2010. L’attore scelto per il ruolo principale, che impersona il celebre maratoneta simbolo di coraggio e sacrificio sportivo, è Luigi Lo Cascio, talentuoso attore siciliano che appare come la copia di Dorando.

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