Data: 19 Maggio 2020

Titolo: La città delle rondini

Autore: Una carpigiana in trasferta

Rubrica: Articoli – Città di Carpi

Piccoli uccelli in livrea nero-blu e petto biancastro, dall’inconfondibile sagoma, con la coda a punte, e dal volo leggiadro a cerchi. Le rondini comuni (hirundo rustica), ogni anno, tornano puntali ad annunciare la primavera alla Corte dei Pio, vengono a nidificare in pieno centro storico, perlopiù sotto alle logge dei portici, da piazzetta Garibaldi fino a Piazza dei Martiri.
Non si sa dove reperiscano fango, acqua e pagliuzze per la costruzione dei loro nidi, visto che sono in città, ma si ipotizza che trovino questi materiali alla Lama. In effetti, è piuttosto anomalo che nidifichino in città, perché di solito nidificano nelle campagne, presso le case e le stalle o in cavità di grossi alberi.
Le rondini sono uccelli fedeli e tornano al nido dell’anno precedente. Le coppie di rondini appena formate, invece, in pochi giorni, ne creano uno nuovo. Dopo il corteggiamento, con l’accoppiamento, le rondini produrranno da due a tre covate, con ognuna fino a 5 o 6 rondinotti.


Dal 2014, a Carpi, si svolge il Festival dei Rondoni, ideato in Piemonte ed esportato in tutta Italia e oltre, per sensibilizzare persone ed enti pubblici sull’importanza della salvaguardia di questi volatili e del loro habitat e non solo. La sezione della LIPU, presente sul territorio, ha avviato un monitoraggio che, dal 1998 ad oggi, ha previsto un censimento dei nidi occupati.
Un’ordinanza della Città di Carpi fa’ divieto a chiunque di distruggere, rimuovere o danneggiare i nidi di rondine e stabilisce che si devono rispettare i nidi di queste specie protette, sempre più rare, provvedendo alla loro tutela.


Le rondini sono uccelli migratori e vanno, ogni anno, a svernare nei paesi dell’Africa Sub Sahariana, dal Congo alla Nigeria, al Senegal, affrontando un viaggio lunghissimo e pieno di pericoli, senza mai appoggiarsi e dormendo in volo, tornando poi, qui da noi in primavera.
Forse non tutti sanno che questi volatili costituiscono un insetticida naturale di tutto rispetto: ogni rondine è in grado di catturare circa 170-180 grammi di insetti al giorno, ovvero sette volte il proprio peso. Insettivori preziosi per controllare il proliferare di mosche, zanzare e cimici, così numerose sul nostro territorio e, inoltre, rappresentano un indicatore biologico fondamentale, perché le rondini popolano solo ambienti puliti e salutari.


Sin dall’epoca dei Greci c’è un antico patto, fra l’uomo e la rondine, di non aggressione e di ospitalità, in cambio della pulizia dagli insetti parassiti, lo dice anche Esopo (famoso scrittore greco, conosciuto per le sue favole). Al tempo degli Etruschi essi traevano le loro previsioni del tempo dal volo delle rondini.
La rondine rappresenta un simbolo di fedeltà e di buon auspicio e nelle tradizioni cristiane rappresenta la resurrezione e la passione di Cristo, per questo essa compare in molte rappresentazioni sacre. Le rondini, da sempre, vengono inserite in poesie, canzoni, fiabe, leggende, miti come simboli di: libertà, saggezza, fecondità, felicità, divinità, di nuovo inizio, di ciclicità del tempo, delicatezza, pazienza, protezione, speranza e leggerezza.
Nella tradizione contadina della nostra terra, la rondine rappresenta un segno di fortuna, infatti si dice: “benedetta la casa scelta da una rondinella per fare il nido”.

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