Data: 12 Agosto 2020

Titolo: Dalle lavandaie alle lavatrici

Autore: Nicodemo

Rubrica: Curiosità

Era un altro mondo! Non esistevano lavabiancherie e nelle abitazioni, sul lavandino, c’erano i secchi dell’acqua, con il mestolo per bere quando si aveva sete, non di certo il rubinetto da aprire!

Le sponde dei fiumi e delle Bealere, erano animate da lavandaie (le lavandere) inginocchiate sull’asse di legno. Era una fatica alla quale non si sottraevano neppure le donne in età avanzata che cercavano di alleviarla cantando e prestando attenzione che non sfuggissero di mano i panni lambiti dalla corrente, nell’acqua non sempre pulita.

Era usuale vedere le donne ai lavatoi sbattere con forza i panni, strofinarli vigorosamente con il sapone, spesso fatto in casa. Da qui, in Piemonte, nacque il detto “la cativa lavandera a treuva mai la bon-a pera” (la cattiva lavandaia non trova mai la buona pietra).

La rivoluzione industriale ha completamente trasformato la tecnologia della lavanderia. L’impiego di un dispositivo a rulli, azionati da una manovella per strizzare i panni, sviluppato negli Stati Uniti già nel XVIII secolo, fu una delle prime applicazioni tese a rendere meno gravose le operazioni di lavaggio.

Successivamente, sempre nel XVIII secolo, vari inventori sviluppano diverse apparecchiature meccanizzate – sempre manuali – favorendo un’ulteriore trasformazione del processo. Altre modifiche introdussero delle pale che, girate con una maniglia, agitavano panni e acqua all’interno di una vasca.

All’inizio del XX secolo alcune macchine iniziarono ad utilizzare un agitatore azionato elettricamente, poi anche i rulli furono motorizzati. Un’altra evoluzione fu l’introduzione di una doppia vasca perforata che, ruotando, lasciava all’esterno l’acqua eccedente durante il ciclo di rotazione… era nata la lavatrice elettrica.