Lo stemma di Trofarello

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La storia dello stemma di Trofarello è piuttosto particolare, in quanto, come si può vedere dall’immagine, è molto simile a quella della regione Sardegna. La differenza sta nei colori e nella direzione delle teste.

La storia dello stemma ha inizio nel 1919, quando il marchese Berzetti Buronzo di Murazzano, allora consigliere comunale, decide di disegnare uno stemma comunale che non fosse troppo simile a quello, già allora adottato, dalla Sardegna. Inizialmente sostituì i “mori” con degli elmi a visiera per ricordare che il nome della città in celtico significa “trofeo” e, per questo, decise di porre sullo stemma anche la frase “Tropheum Regale”. Ma la sua idea non ebbe molto successo e venne accantonato il progetto, fino al 1965.

Naturalmente non era possibile farlo riconoscere ufficialmente a causa della storia della somiglianza. Ad ogni modo, nel 1965 il sindaco Fenoglio riprovò a riavviare le pratiche per il riconoscimento dello stemma della città, che doveva essere effettuato con decreto del Presidente della Repubblica ma, nuovamente, venne respinto per somiglianza con quello sardo e, lo stesso problema, non permise anche alle Amministrazioni successive di ottenerne il riconoscimento ufficiale.

Nonostante ciò, venne comunque adottato come simbolo della città: sulla carta intestata comunale e sul gonfalone municipale.

Oggi, al Comune, viene data facoltà dalla Prefettura, che rappresenta lo Stato, di poter mantenere lo stemma, se esso viene differenziato dal simbolo sardo. Così, osservandolo, si può notare che il campo, colore di fondo, è di colore argento e non oro come appare in quello della Sardegna e i mori non guardano tutti nella stessa direzione, come lo stemma sardo ma, si guardano l’uno con l’altro, come testimoniano anche due documenti antichi presenti a Trofarello: una lapide sul muro perimetrale del cimitero in ricordo dei soldati della Guerra di Libia e della Prima Guerra Mondiale, che riporta i quattro mori che si guardano, e un dipinto visibile al Consultorio di via Don Masera che risalirebbe alle seconda metà del secolo scorso, dov’è raffigurato lo stesso simbolo. In oltre, i colori dello stendardo, come richiede l’araldica, devono richiamare quelli dello stemma e i colori di Trofarello sono il bianco, che trova la sua corrispondenza con l’argento, e il rosso che ritroviamo nella croce. Questi elementi hanno fatto sì che la Prefettura lo dichiarasse ufficialmente stemma di Trofarello.