Clone d’autore

/ Clone d’autore

In passato lo si faceva di proposito: si utilizzava la bella melodia orecchiabile di un brano prodotto all’estero, si sostituiva un testo italiano con contenuti anche completamente differenti e lo si lanciava sul mercato. Ma, fino a trent’anni fa lo scambio tra paesi era praticamente inesistente o, per lo meno, molto limitato. Ora tutto è cambiato: rete, satelliti, televisione e telefonini hanno annullato tutte le distanze ed ogni musica, cortometraggio, testo, disegno, fotografia o qualunque altra opera può essere esposta in tempo reale in tutto il mondo.

Forse ora, più che in passato, il pericolo di Plagio è diventato un problema da prendere in considerazione. Non esiste una vera e propria legge italiana sull’argomento, ma una terminologia usata a livello internazionale afferma che si è in presenza di un plagio musicale quando un brano è uguale ad un altro per otto o più note. Bhe! Non ci vuole molto a variare qualche nota senza mutare troppo il tema dominante…. no? In realtà sono stati fatti grandi passi avanti in campo musicale e le nuove sonorità raggiunte permettono una maggiore variazione del brano e della melodia. Oggi, quindi, non si copia più ma si prende spunto da qualcosa che piace e che funziona e lo si ricrea sulla falsa riga. Forse, alla fine, non ci si dovrebbe accanire troppo se un brano “assomiglia” o meno ad un’altro, ma considerarlo una creazione nuova sulla base di qualcosa che già esisteva e sapeva di buono… e come recita una teoria della fisica “Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”.

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