In passato lo si faceva di proposito: si utilizzava la bella melodia orecchiabile di un brano prodotto all'estero, si sostituiva un testo italiano con contenuti anche completamente differenti e lo si lanciava sul mercato. Ma, fino a trent'anni fa lo scambio tra paesi era praticamente inesistente o, per lo meno, molto limitato. Ora tutto è cambiato: rete, satelliti, televisione e telefonini hanno annullato tutte le distanze ed ogni musica, cortometraggio, testo, disegno, fotografia o qualunque altra opera può essere esposta in tempo reale in tutto il mondo.

Forse ora, più che in passato, il pericolo di Plagio è diventato un problema da prendere in considerazione. Non esiste una vera e propria legge italiana sull'argomento, ma una terminologia usata a livello internazionale afferma che si è in presenza di un plagio musicale quando un brano è uguale ad un altro per otto o più note. Bhe! Non ci vuole molto a variare qualche nota senza mutare troppo il tema dominante.... no? In realtà sono stati fatti grandi passi avanti in campo musicale e le nuove sonorità raggiunte permettono una maggiore variazione del brano e della melodia. Oggi, quindi, non si copia più ma si prende spunto da qualcosa che piace e che funziona e lo si ricrea sulla falsa riga. Forse, alla fine, non ci si dovrebbe accanire troppo se un brano "assomiglia" o meno ad un'altro, ma considerarlo una creazione nuova sulla base di qualcosa che già esisteva e sapeva di buono... e come recita una teoria della fisica "Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma".

2 Marzo 2020 - Un Blasfemo – F. De Andrè

Questo brano di Fabrizio De André, presente nel concept album "Non al denaro, non all'amore nè al cielo" trae spunto dall'Antologia di "Spoon River", una raccolta di poesie in verso libero, scritte dal poeta americano Edgar Lee Masters Il Blasfemo è la storia di Wendell P. Bloyd.

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