I pirati della Silicon Valley

I Pirati della Silicon Valley (Pirates of Silicon Valley). Un film da vedere, non perché sia un capolavoro ma, per farsi un’idea di come si sono svolti i fatti agli albori dell’era dei computer, come strumento destinato alle masse. I protagonisti: un giovanissimo Bill Gates e un altrettanto giovanissimo Steve Jobs… Due nomi che chiunque di noi conosce e che in molti si saranno chiesti come   hanno fatto a diventare quello che oggi sono. Da dove è arrivato il DOS? Chi lo aveva progettato? Com’è finito nella mani di Bill Gates? Dove ha rubato Steve Jobs l’idea dell’interfaccia grafica a finestre (GUI) per il suo MAC e il mouse? Ecco tutte le risposte in questo film! Sapete che ci sono molti utenti Apple che sono convinti che la Apple abbia inventato GUI e Mouse? La Apple non ha inventato nulla! Il computer aveva focalizzato, già in quegli anni, un’attenzione non indifferente che è stata sottovalutata anche da chi nel settore ci lavorava. Sottovalutata così ingenuamente da rimanerne sconcertati. Ho molto apprezzato questo film, perché riesce a far rivivere un’atmosfera del passato molto particolare, che in parte abbiamo vissuto anche noi appassionati d’informatica, specialmente nelle due figure di Gates e Jobs.

La parte finale del film, dove Gates rimette in riga un arrogate Jobs, definisce le basi sulle quali il tutto verrà costruito. Il mondo informatico di oggi è il frutto, in buona parte, di queste due persone. A volte penso che sarebbe stato migliore se non fossero esistiti. Un mondo senza Windows e tutti i suoi problemi. Un mondo senza Apple e i suoi utenti con la puzza sotto il naso, con la pretesa e la credenza di essere migliori… degli altri. L’informatica è cultura e la cultura deve essere alla portata di tutti e al minor costo possibile o addirittura gratuita. Il computer è solo una macchina, deve lavorare e non ci si riversa affetto. L’affetto lo si riversa sulle persone.

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