Prodotti Carrefour

logo-carrefourDa qualche tempo, in TV, trasmettono questo spot pubblicitario non legato ad un prodotto ma, ad un marchio che seleziona prodotti. Sì, non è una novità, perché Coop e Conad, per esempio, fanno da tempo la stessa cosa ma, il fatto che si stia diffondendo questa tendenza mi allarma… perché?
Prendiamo in esame la catena di supermercati e ipermercati Carrefour, lo slogan recita: “La gente gioisce per i prodotti Carrefour”! Cosa sono questi prodotti Carrefour? Sono prodotti che vanno dall’alimentare alla detergenza per la casa, dalla pulizia della persona ai prodotti tecnologici, dagli articoli per l’infanzia alla telefonia, dall’abbigliamento alla teleria per la casa, dagli accessori ai soprammobili… insomma, una tale vastità di prodotti che copre qualsiasi richiesta ed esigenza. Così, sono andato di persona a verificare se gioivo anche io per i prodotti Carrefour. Non sono scoppiato di gioia, e la cosa mi conforta, ma ho notato che la gente, presa da euforia, comprava a più non posso e che i prezzi, in effetti, sono concorrenziali da far paura!

Persino con gli sconti, le grandi marche sono più care. Le confezioni sono ben studiate, praticamente simili agli originali che imitano fin troppo bene. Controllando tutte le indicazioni scritte sulle confezioni ho notato che, per lo più, i prodotti Carrefour vengono prodotti in Italia e, a volte, nella regione dove il prodotto è tipico, mentre per l’elettronica, naturalmente, la provenienza è orientale.

 

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La qualità è di medio livello, per quello che ho potuto constatare: i prodotti alimentari sono buoni, discreti quelli per la pulizia della persona, non male i prodotti di pulizia per la casa, buono l’abbigliamento. Chiaramente, chi è abituato a marche o firme nota la differenza ma, tutto sommato il voto è buono, tenendo conto anche del rapporto qualità-prezzo.

Le confezioni, lo ripeto, sono un po’ troppo simili, a cominciare dai colori e poi, anche la forma. Quindi, a colpo d’occhio, ci si potrebbe anche sbagliare e acquistare Carrefour invece di una marca conosciuta. Se poi si vuole guardare il pelo nell’uovo, ci si può soffermare sulle descrizioni delle confezioni: ingredienti, valori nutrizionali, descrizioni varie, scadenze, ecc… e indirizzo di chi ha prodotto l’articolo… senza nome dell’azienda. Peccato, io vorrei sapere chi produce quei biscottini alla mela Carrefour che mi piacciono così tanto e che somigliano così maledettamente a quelli del Mulino Bianco prodotti da Barilla, per esempio! Insomma, identifichiamo immediatamente un prodotto come la Nutella, ad esempio, perchè il nome identifica subito il prodotto e sappiamo chi lo produce… Ferrero di Pino Torinese, o Alba. Ma la crema spalmabile Carrefour chi la produce? Magari m’interessa saperlo, magari mi piace l’idea di sapere che la ditta Pinco Pallo produce quel dato prodotto. E ancora, come la chiamiamo? Nutella Carrefour? Dal momento che non ha un nome mi diventa difficile identificarla, e già questo non mi piace.

L’altra cosa che non mi piace, come dicevo all’inizio, e che mi preoccupa, è che uniformare tutto in questo modo rischia di portarci a non poter più scegliere. Sì, certo, ora non ci sembra così, ci sono ancora tante marche, scelta e varietà di prodotti ma, che cosa porta, secondo voi, il fatto che qualcuno come Carrefour, Coop o Conad o altri, scelgano cosa è meglio (secondo loro) per me? Mi selezionano loro i prodotti… come? Bhe! Facendo accordi con chi produce, con piccoli o grandi produttori di un determinato articolo, anche perchè loro vendono, non producono nulla. Per esempio: il Latte Fresco Carrefour leggo che è prodotto in Corso Allamano, Grugliasco, Torino… quindi presumo, essendoci un solo produttore di latte a questo indirizzo, che sia Abit a produrre il latte per Carrefour, anche se l’indirizzo, che lo precede, di Milano mi potrebbe sviare ma, so che è semplicemente un deposito di smistamento dei prodotti per i vari Carrefour sparsi per l’Italia. Quindi, cosa sta succedendo? Che multinazionali di vendita si accordano con tanti piccoli e grandi produttori anonimi e che possono cambiare in qualsiasi momento, mentre il marchio della multinazionale rimane invariato. Così, se il produttore, per qualche motivo non accetta più gli accordi o vuole modificarli, la multinazionale può rivolgersi ad un’altro che non gli dà noie, mantenendo invariati confezione e marchio… il suo! In questo modo arriveremo a scegliere tra prodotti senza nome, scegliendo tra cose già scelte da altri.

Forse, però, l’idea di uniformità e di uguaglianza ci fa sentire al sicuro, qualcuno che ha già scelto cos’è meglio per noi ci fa sentire protetti… deleghiamo ad altri quello che dovremmo fare noi: scegliere!

Una Risposta

  • Sono perfettamente d’accordo con tutto quello che dici: purtroppo la maggioranza delle persone non “ragiona” e non riesce a vedere cosa sta succedendo intorno a loro. Anch’io sono seriamente preoccupata perchè in un prox futuro e neanche troppo lontano non avrò più possibilità di scegliere!!! stà accadendo già ora in maniera subdola, melliflua ma incisiva per gli “addormentati” e penso che tu capisca cosa intendo. Un articolo così dovrebbe essere in prima su tutti i giornali: peccato che siano i primi ad assere asserviti al potere della politica e delle multinazionali. Grazie

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